Sesso troppo veloce per quasi un italiano su cinque

Pubblicato il: 24 Marzo 2015 alle ore 06:45 Aggiornato il: 16 Settembre 2016

Il migliore modo per affrontare l'eiaculazione precoce, specie se presente fin dall'adolescenza, è il mix di farmaci e psicoterapia

Italiani campioni di velocità? Sì, purtroppo sotto le coperte: il 17 per cento dei maschi nostrani soffre di eiaculazione precoce, il distrubo della sessualità maschile più diffuso, lo confermano gli esperti della Società italiana di urologia (Siu) durante il congresso europeo appena concluso a Madrid. Al secondo posto un altro grande spauracchio degli uomini, la disfunzione erettile che interessa il 13 per cento dei maschi.

Il problema dell’eiaculazione precoce, spiegano urologi e andrologi, si affaccia già nell’adolescenza e nella maggior parte dei casi è di tipo primario, ovvero non conseguenza di altre condizioni patologiche. La strategia migliore per affrontarlo è un mix di farmaci e psicoterapia: lo dimostra una ricerca dell’Università di Palermo, presentata in occasione del congresso della Societa europea di urologia (Eau) che ne ha testato l’efficacia su 150 pazienti ‘troppo veloci’, di età tra i 18 e i 70 anni. Abbinare la terapia farmacologica a sedute di gruppo ha aumentato il tempo della prestazione da 74,3 secondi fino a 600, il doppio rispetto a ciò che si ottiene con solo i farmaci o la psicoterapia.

L’eiaculazione precoce primaria, presente fin dalla prima volta, ha poco a che fare con ansia e stress, sostengono gli esperti, ma bensì deve essere considerata una patologia cronica. Il solo counselling psicologico, invece, sembra più efficace nei pochi casi in cui il disturbo è secondario.

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