Cosa fare in caso di shock anafilattico?

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Agire tempestivamente è fondamentale: se non viene chiamata subito l'ambulanza, il paziente può perdere conoscenza e rischiare la morte

Lo shock anafilattico è una reazione allergica particolarmente forte del sistema immunitario nei confronti di una sostanza che, di per sé, non è pericolosa per l’organismo. Si manifesta in modo improvviso e rapido.

Quali sono le cause?

Tra i fattori che scatenano la reazione allergica con maggior frequenza ci sono alcuni farmaci (come la penicillina), alimenti (i più comuni sono arachidi, noci, pesce, crostacei, latte, uova) e punture di insetti (api, vespe, calabroni, formiche rosse). Tra le cause meno frequenti il lattice e farmaci miorilassanti usati nell’anestesia generale.

Quali sono i sintomi?

Il flusso di sostanze chimiche rilasciate dal sistema immunitario durante lo shock anafilattico può causare gravi sintomi. Prurito, orticaria, arrossamenti e gonfiori sulla pelle; starnuti e naso chiuso oppure che cola; prurito in bocca, gonfiore delle labbra e della lingua; difficoltà a deglutire e gola gonfia; respiro che manca, tosse, dolore al torace o senso di oppressione; polso debole, svenimento; infine potrebbero esserci anche vomito, diarrea, crampi, capogiro e svenimento.

Come si cura?

In caso di shock anafilattico è necessario rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso, dove verrà iniettata l’adrenalina.

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Pubblicato il: 2 Gennaio 2019 Aggiornato il: 14 Gennaio 2019
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