Come smettere di fumare? Ecco come fare

Pubblicato il: 28 Maggio 2018 alle ore 05:06 Aggiornato il: 30 Maggio 2018

Non cala il numero degli italiani che amano le sigarette. Ecco tutti i metodi per dire basta al vizio più pericoloso per la nostra salute

I farmaci sostitutivi nicotinici 

Rispetto alla sigaretta, cerotti, inalatori, gomme e caramelle rilasciano nicotina in modo più lento, evitando l’onda d’urto della nicotina 
sul sistema nervoso. Per farne un uso 
più consapevole e tarare il dosaggio è comunque utile il consiglio di un medico. Efficaci e con pochi effetti collaterali, servono soprattutto ai fumatori
 al primo tentativo che temono gli effetti dell’astinenza e a quelli con una dipendenza moderata, come sostegno durante altre terapie e per chi vuol ridurre gradualmente il numero di sigarette.

Il bupropione

È un farmaco della classe degli antidepressivi che stimola 
la dopamina, legata alle sensazioni di piacere, mentre inibisce l’attivazione di un altro neurotrasmettitore, la noradrenalina, che normalmente si verifica quando viene a mancare la nicotina producendo effetti negativi (ansia, insonnia, disturbi dell’umore, aumento dell’appetito). 
Il risultato è quello di attenuare 
il desiderio di fumare e la sindrome 
da astinenza.
Serve soprattutto ai forti fumatori a rischio, a chi non ha smesso 
con altri sistemi e a chi teme
 di diventare un po’ abulico e d’ingrassare.

La vareniclina

Svolge una funzione di agonista parziale della nicotina, agisce cioè sui recettori cerebrali della sostanza, bloccandone il legame e allo stesso tempo stimolando parzialmente il rilascio di dopamina, sostanza del piacere: in questo modo rende più difficile apprezzare le sigarette (se fumi ti viene nausea) e riduce i sintomi dell’astinenza e della dipendenza.
Serve soprattutto a chi ha un’elevata dipendenza e vuole un farmaco 
che renda veramente difficile fumare.

Il supporto psicologico

È sempre fondamentale la motivazione del fumatore, che può essere implementata dal supporto psicologico. Serve a definire 
la disponibilità al cambiamento, 
a gestire i momenti di crisi,
 ad attenuare i sintomi sgradevoli.
Il counseling individuale sembra dare risultati più incoraggianti, specie se associato alle terapie con farmaci:
 la comunicazione può avvenire anche
 al telefono, dopo una prima serie di incontri faccia a faccia. Questo metodo, 
il cui valore aggiunto è l’accessibilità, funziona soprattutto se il contatto 
dura per alcuni mesi e serve
 in particolare a ridurre il rischio di ricadute.
Le terapie di gruppo, invece, danno la possibilità di condividere con altre persone problemi e soluzioni: l’esperienza degli altri è utile a capire che col tempo le cose migliorano, che ad esempio non si è i soli
 a sognare le sigarette di notte, ad aver paura di ricominciare o a sentirsi un po’ giù.

I centri antifumo

Offrono un aiuto valido e gratuito. Per trovarli ci si può rivolgere all’Asl o al medico di base. 
Il Servizio sanitario nazionale, purtroppo, non rimborsa ancora i farmaci che aiutano 
a smettere di fumare. La vareniclina, per citare il farmaco più caro, prevede una cura di tre mesi che costa in totale 300 euro. Se si considera però che fumare 15 sigarette al giorno implica mediamente una spesa di 101 euro al mese, si tratta di soldi ben spesi.

Le terapie alternative

Sull’efficacia di ipnosi, agopuntura, fitoterapia e auricoloterapia non ci sono sufficienti studi scientifici pubblicati. Si tratta comunque di rimedi che possono funzionare solo in chi non è un grande fumatore e ha una forte convinzione a smettere. Recentemente 
è entrato in commercio un nuovo prodotto antifumo galenico, la citisina, confezionato e distribuito in farmacia con prescrizione medica, molto promettente
 ma ancora oggetto di ricerche sulla sua reale efficacia, specie a lungo termine.

 

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