La cannabis migliora la fertilità?

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Secondo un nuovo studio di Harvard, un basso consumo di marijuana nella vita può migliorare la concentrazione degli spermatozoi. Ma la comunità scientifica ha bisogno di ulteriori studi

Gli uomini che nella vita hanno fumato cannabis potrebbero avere una fertilità migliore rispetto a quella di uomini che non mai assunto marijuana. Questa l’opinione di uno studio condotto dall’Università di Harvard, in America, e pubblicato sulla rivista Human Reproduction. Secondo gli esperti, l’esposizione a un basso livello di cannabis nella vita potrebbe in qualche modo favorire la produzione dello sperma, migliorando la fertilità di un uomo. Scopri le 7 regole per prevenire l’infertilità maschile.

Il risultato dello studio è stato una sorpresa per gli scienziati. Gli esperti si aspettavano che la cannabis avesse un effetto dannoso sul numero di spermatozoi e sulla fertilità di un uomo: ricerche precedenti condotte su animali e uomini con storie di abuso di cannabis, infatti, avevano dimostrato che questa droga è in grado di compromettere la salute riproduttiva maschile. 

Il campione

Gli esperti hanno raccolto 1.143 campioni di sperma appartenenti a 662 uomini tra il 2000 e il 2018: 36 anni di media, bianchi e con un livello di istruzione universitaria. Tutti appartenevano a coppie in cerca di aiuto per il concepimento in cliniche e tutti hanno compilato questionari in cui descrivevano il loro consumo di cannabis. Più della metà degli uomini, circa il 55%, ha dichiarato di aver fumato. Di questi, il 44% non fumava più, mentre l’11% fumava ancora al momento del test.

I risultati

L’analisi dei campioni di sperma ha mostrato che gli uomini che avevano fumato marijuana avevano una concentrazione media di 62,7 milioni di spermatozoi per millilitro. Chi non aveva mai fumato, invece, aveva una concentrazione di 45,4 milioni di spermatozoi per millilitro. Dei consumatori di cannabis, solo il 5% aveva una conta spermatica inferiore a 15 milioni per millilitro, che è la soglia minima di “normalità” indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Tra chi non aveva mai fumato, invece, era sotto questa soglia il 12% degli uomini. Inoltre, un maggiore uso di cannabis è stato collegato a livelli più alti di testosterone. 

La cannabis è la causa o è una conseguenza? 

Tuttavia, secondo un membro del team di Harvard, il dottor Feiby Nassan, «un’interpretazione plausibile è che gli uomini con livelli di testosterone più elevati sono più propensi a intraprendere comportamenti di ricerca del rischio, incluso fumare marijuana». E che, quindi, la cannabis non sia una causa, ma semplicemente un comportamento di conseguenza.

Conclusioni e altre posizioni

I risultati dello studio di Harvard devono essere interpretati con cautela. La comunità scientifica necessita infatti di ulteriori studi per capire gli effetti della marijuana sulla fertilità maschile.

Dopotutto, molti esperti sconsigliano l’utilizzo di cannabis da parte delle coppie che vogliono mettere su famiglia. «Negli studi del nostro laboratorio della Queen University – avverte la professoressa Sheena Lewis – abbiamo trovato esattamente gli effetti opposti». Gli uomini analizzati, che ogni giorno fumavano la stessa dose moderata di marijuana, hanno visto crollare la qualità del loro sperma in poche settimane. «La motilità degli spermatozoi è diminuita, le reazioni acrosomiali non si sono verificate e, peggio ancora, la conta degli spermatozoi è scesa» ha spiegato l’esperta.

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Pubblicato il: 6 Febbraio 2019 Aggiornato il: 6 Febbraio 2019
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