Candida Auris è davvero un fungo che minaccia il mondo?

Pubblicato il: 9 Aprile 2019 alle ore 00:27 Aggiornato il: 10 Aprile 2019
candida infezione

L'infettivologa Antonella Castagna spiega perché non bisogna fare allarmismi, sebbene l'infezione causata da questo micete sia un pericolo per la sanità

Il primo a sollevare il caso è stato il New York Times ma nel giro di poche ore tutte le più importanti testate, anche italiane, riportavano la notizia: un fungo resistente ai farmaci e potenzialmente letale si sta diffondendo in tutto il mondo. Si tratta della Candida Auris, un micete lievitiforme che è stato isolato per la prima volta nel 2009 nel canale uditivo (“auris” in latino significa “orecchio”) di una donna giapponese e poi migrato in altri continenti, causando focolai epidemici anche mortali.

Perché la notizia sta destando preoccupazione?

Stando a quanto riportato dal quotidiano americano, negli ultimi cinque anni non solo si sono registrate diverse epidemie in Venezuela, in Spagna e in Inghilterra ma il fungo ha anche raggiunto gli Stati Uniti, l’India, il Pakistan e il Sudafrica, tanto che l’ente di controllo della sanità pubblica statunitense ha bollato la questione come “minaccia urgente“. «La preoccupazione della comunità scientifica, e di conseguenza l’allarme mediatico che ne è scaturito, nasce dal fatto che questo tipo Candida è resistente ai farmaci che comunemente utilizziamo per la profilassi e il trattamento delle infezioni fungine, cioè gli azolici e in particolare il fluconazolo. Purtroppo, però, sono state riscontrate delle resistenze anche ad altre classi di antifungini meno utilizzati, come le echinocandine e l’amfotericina B» spiega Antonella Castagna, Responsabile Unità Funzionale, Divisione Malattie Infettive dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e Direttore Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive e Tropicali dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. «Si può affermare, dunque, che siamo di fronte a un micete estremamente difficile da trattare, che può essere associato a un tasso di mortalità molto elevato e che contamina in maniera estesa gli ambienti nei quali è presente il malato, tanto che in questi casi risulta necessario bonificare locali, attrezzature e oggetti con perossido di idrogeno e ipoclorito di sodio».

Un fungo resistente ai farmaci mette in allarme il mondo

Un fungo resistente ai farmaci mette in allarme il mondo

Rappresenta quindi una minaccia per la salute pubblica?

«La minaccia è reale ma sicuramente è stata amplificata da un’attenzione mediatica notevole» ammette la professoressa. Sicuramente la Candida Auris fa paura perché, secondo meccanismi ancora poco conosciuti, resiste agli antifungini ed è difficile da debellare, ormai è chiaro. «Ciò, però, si inserisce nel contesto più generale e globale dell’antibiotico-resistenza, che da tempo sta destando molte preoccupazioni nella comunità scientifica. Si stima, infatti, che nei prossimi decenni la resistenza di alcuni batteri nei confronti degli antibiotici sarà una delle principali cause di decesso nel mondo» conclude Castagna. Inoltre, non tutti i Paesi sono “preparati” ad affrontare infezioni fungine del genere: «se in Europa i laboratori sono già perfettamente attrezzati per riconoscere la Candida Auris e diversificarla da quella Albicans, non si può dire la stessa cosa per altre parti del mondo, nelle quali persiste una difficoltà di isolamento del micete a causa di una mancanza di strumentazioni».

In Italia cautela ma niente allarmismi

«Il problema della resistenza ai farmaci non deve essere ignorato, visto l’impatto che potrebbe avere sulla popolazione generale» suggerisce l’infettivologa. «Tuttavia bisogna mantenere una certa cautela, soprattutto nel nostro Paese: fino al 2018, infatti, non sono » stati segnalati focolai epidemici in Italia. Quindi è giusto parlarne e capire cosa si rischia nel caso in cui si contraesse l’infezione, ma senza fare inutili allarmismi» conclude Castagna.

Chiara Caretoni

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