Cancro: insegnare la prevenzione alle donne straniere

Pubblicato il: 27 Marzo 2019 alle ore 10:26 Aggiornato il: 22 Marzo 2019

Il progetto "Salute senza frontiere" di LILT e Fondazione ISMU è nato per promuovere i concetti di prevenzione oncologica, stile di vita salutare e diagnosi precoce tra le donne migranti. Ecco i risultati dell'iniziativa

Più di 50 incontri informativi e seminari a cura di nutrizionisti, medici e oncologi. Così il progetto Salute senza frontiere ideato da LILT Milano in collaborazione con Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità) ha cercato di promuovere tra circa 300 donne migranti (la maggior parte nordafricane, latino americane, est europee, ma anche asiatiche e dell’Africa Sub Sahariana) i concetti di prevenzione oncologica, stili di vita salutari e diagnosi precoce. Il progetto si è svolto nel bienno 2018-2018 in quattro province della Lombardia: Milano, Monza, Pavia e Lodi.

I risultati 

Come ci spiega nella videointervista Lia Lombardi, ricercatrice ISMU, l’impatto dell’iniziativa è stata positivo. Dopo due anni di corsi e laboratori, molte delle donne hanno mutato la loro idea di prevenzione, acquisendo il concetto di alimentazione di qualità più che di quantità. Il progetto ha anche contribuito ha eliminare credenze religiose in associazione all’insorgenza delle patologie, così come è aumentata la percentuale delle donne che farebbe ricorso al medico di base e che ha iniziato a seguire consigli di prevenzione, come l’autopalpazione del seno.

 

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