Mangiarsi le unghie è l’anticamera del bruxismo

Pubblicato il: 6 Maggio 2015 alle ore 06:57 Aggiornato il: 28 Dicembre 2018
Mangiarsi le unghie

Così l'ansia mette in pericolo la salute dei nostri denti

Chi è ansioso lo sa: per abbassare la tensione nei momenti difficili non c’è niente di meglio che smangiucchiarsi le unghie o ruminare un chewing-gum. Queste abitudini anti-stress un po’ maleducate, però, possono essere l’”anticamera” di un problema ben più serio per la salute dei nostri denti: il bruxismo, ovvero la tendenza a digrignare i denti, un problema che a lungo andare rischia di compromette l’integrità dello smalto oltre che favorire l’insorgenza di dolori all’articolazione della mandibola. Lo dimostra uno dell’Università di Tel Aviv pubblicato sulla rivista Journal of Oral Rehabilitation.

I ricercatori hanno arruolato 75 trentenni e li hanno sottoposti ad una visita psichiatrica, per scoprire chi soffriva di fobie sociali, e ad un controllo dal dentista, per verificare la salute dei denti ed eventuali cattive abitudini come quella di mangiarsi le unghie o di masticare nervosamente chewing-gum.

Dai risultati è emerso che i soggetti più ansiosi che soffrivano di fobie sociali erano molto più inclini ad eseguire movimenti parafunzionali con la mandibola, come mangiarsi le unghie oppure far oscillare leggermente la mandibola da una parte all’altra senza fare contatto tra le arcate dentali. Nel 42% degli ansiosi è stata osservata anche l’abitudine a digrignare i denti da svegli, contro il 3% dei loro coetanei più tranquilli. Queste cattive abitudini anti-stress hanno determinato una peggiore salute del cavo orale, con un’usura piuttosto avanzata dei denti che è stata osservata nel 42% dei fobici contro il 29% dei soggetti di controllo.

Un ulteriore dato interessante emerso dallo studio riguarda i farmaci antidepressivi: il loro uso non è associato al bruxismo, come invece sembravano suggerire ricerche precedenti.

«L’interazione con le altre persone sembra essere un fattore scatenante del bruxismo nei soggetti socialmente ansiosi», spiega il coordinatore dello studio Ephraim Winocur. «Trattando in maniera mirata l’ansia sociale – conclude il ricercatore – saremo in grado di trattare anche il bruxismo».





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