Meditazione e respiro profondo placano l’ansia

Ansia e stress

Un impegno importante può creare ansia e scatenare disturbi psicosomatici come la diarrea. Come intervenire? Ecco le strategie suggerite dall'esperta di OK Luisa Merati

“Farsela addosso per la paura” è un antico detto che rispecchia bene una delle forme di somatizzazione dell’ansia, di cui ci ha confessato di soffrire l’attore Iago Garcia (leggi qui la sua testimonianza).
In questo Focus, Luisa Maria Merati, medico internista, specialista in psicologia clinica, psicoterapeuta esperta in ipnosi, medicina psicosomatica (puoi chiederle un consulto qui) spiega di cosa si tratta e come è possibile affrontare questo problema. «Nel caso specifico del vincitore dell’edizione 2016 di Ballando con le stelle si tratta di ansia da prestazione e, per combatterla, è stato importante averle attribuito la reazione intestinale, un collegamento che non tutti riescono, nell’immediatezza, a fare. Esistono alcune strategie in grado di aiutare a gestire i momenti critici che generano ansia, e che si possono imparare a utilizzare con l’aiuto di uno psicoterapeuta».

CHE COS’È. L’ansia è un’emozione, uno stato psichico caratterizzato dal timore di qualcosa di specifico o di più generalizzato, che non coinvolge solo gli aspetti mentali (senso di terrore o panico) ma anche il funzionamento del nostro corpo, con conseguente sviluppo di disturbi somatici.

COME SI MANIFESTA. Le manifestazioni fisiche dell’ansia sono la tachicardia (il classico batticuore), il respiro affannoso o irregolare (si alternano momenti di apnea a respiri più o meno profondi), il mal di testa, il sudare freddo, l’irrequietezza, le contrazioni muscolari, l’avere mani e piedi freddi. Somatizzazioni più profonde, invece, sono i sintomi gastrointestinali (per esempio, mal di pancia e diarrea) e urinari (l’andare spesso a far pipì).

COME INTERVENIRE. Una volta valutate l’entità e, soprattutto, le cause del disturbo (specie se l’ansia è continua), oltre alla personalità di chi ne soffre, gli interventi utili, sia come prevenzione sia come terapia, sono:

  • psicoterapia generale;
  • autoipnosi, cioè sedute nelle quali si insegna a riprodurre per conto proprio, tramite segnali convenuti, uno stato di ipnosi a scopo rilassante, che porta alla visualizzazione di immagini positive, dove chi vi si sottopone ha successo in ciò che fa (pensiamo, per esempio, agli sportivi);
  • pratica della mindfulness, trasposizione occidentale della meditazione orientale(la vipassana, che nell’antica lingua indiana pali significa «vedere le cose come  realmente sono»): si tratta di esercizi quotidiani, soprattutto di respirazione, con lo scopo di ritrovare l’equilibrio al proprio interno (anche Iago Garcia dice che per rilassarsi inspira ed espira profondamente secondo tecniche insegnategli dal suo maestro di Tai Chi Chuan).

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