Alzheimer: il canto e la musica migliorano la memoria e l’umore

CANTO

Addio a depressione e disorientamento: i benefici più grandi si osservano nelle fasi iniziali della demenza

Quando l’Alzheimer batte un colpo, rispondiamo a tempo di musica. I pazienti che manifestano i primi segni della demenza possono trarre grandi benefici da semplici attività ricreative fatte con le persone che li assistono: basta cantare insieme o ascoltare buona musica per spazzare via la depressione e togliere un po’ di ruggine dal cervello. E’ quanto dimostra uno  dell’Università di Helsinki pubblicato su Journal of Alzheimer’s Disease.

I ricercatori hanno arruolato 90 pazienti colpiti da demenza lieve o moderata e li hanno coinvolti in un simpatico esperimento insieme alle persone che fornivano loro assistenza: un primo gruppo ha seguito un vero e proprio “allenamento” musicale, che prevedeva canto e ascolto di canzoni familiari, mentre un secondo gruppo di pazienti ha continuato la sua vita regolare con la normale assistenza.

A distanza di 10 settimane i risultati sono stati lampanti. Il canto ha permesso di migliorare la memoria operativa a breve termine, le funzioni esecutive e l’orientamento, soprattutto nelle persone sotto gli 80 anni con una demenza moderata. L’ascolto dei brani musicali ha invece portato benefici cognitivi nei pazienti con una forma di demenza più avanzata.

Sa il canto che l’ascolto della musica si sono dimostrati efficaci nell’alleviare la depressione, soprattutto nelle persone con una demenza moderata di tipo Alzheimer. Tutti i pazienti ne hanno potuto beneficiare, non solo quelli che avevano cantanto o suonato in passato, ma anche coloro che erano a completo “digiuno” di musica.

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Elisa Buson
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