Lavorare per restare giovani o restare giovani per lavorare?

ANTONINO

Prof. Antonino Di Pietro
Direttore Scientifico di OK Salute

L’aspettativa di vita si allunga sempre di più e sposta in avanti di almeno un decennio tutti gli eventi più importanti della vita. Si arriva al matrimonio a trent’anni, si diventa genitori intorno ai quaranta e all’età in cui i nostri nonni erano circondati dai nipotini siamo ancora impegnati con i problemi dei figli adolescenti. Arrivare al traguardo dei cent’anni non è più da Guinness dei primati e si lavora senza problemi anche ottantenni.

Malgrado questo prolungamento della giovinezza, nel fisico e nello spirito, la vecchiaia fa paura. Di anno in anno tutto l’organismo perde parte della sua efficienza. Il cervello diminuisce di peso e le capacità mentali si riducono progressivamente; la circolazione può subire un rallentamento a causa di una minore elasticità dei vasi sanguigni e dell’ispessimento delle pareti del cuore.

La minore efficienza interessa anche i muscoli: dopo i trent’anni la massa muscolare cala fino al 10%, mentre le ossa diventano più fragili. La pelle, infine, diventa più sottile e appaiono rughe e macchie senili.

Queste variazioni provocano ovviamente dei contraccolpi su chi invecchia, ma il cambiamento più radicale è determinato dalla percezione che gli altri hanno di chi ha superato una certa età. Nel mondo del lavoro, soprattutto ai livelli alti, l’età matura non viene più considerata una fonte preziosa di sapere e di esperienza.

Investire somme importanti e puntare su un manager che appare sofferente e invecchiato può rappresentare un deterrente.

Qualche anno fa venne nel mio studio un manager di un’importante industria che voleva «levarsi dieci anni». Aveva bisogno di un restyling perché, dopo un periodo di superlavoro, un suo collega gli aveva chiesto se avesse problemi di salute.

La domanda del collega lo aveva sconvolto, temeva che questo dubbio venisse condiviso dai vertici dell’azienda e che di conseguenza il suo importante incarico potesse non essere rinnovato. Per questo sessantenne mantenere un aspetto giovane era una necessità: rinfrescare il proprio viso gli permetteva di riacquistare fiducia in se stesso e nelle sue capacità professionali.

Al di là di ogni considerazione, aiutare il nostro corpo a restare giovani non dev’essere un vezzo, ma un dovere per ognuno di noi. Fare una corretta attività fisica, una sana alimentazione, cure rigenerative dermocosmetiche e dermoplastiche per la pelle, ci aiutano a sentirci in forma e farci affrontare al meglio gli impegni quotidiani.

 

NEL NUMERO DI OTTOBRE…