Tumore al polmone: lo screening allunga la vita del 40%

La broncopolmonite

Arrivano importanti conferme sul ruolo dei controlli programmati nella diagnosi precoce del carcinoma polmonare per i forti fumatori. Si va verso gli screening come per il tumore al seno?

Gli screening sono esami condotti a tappeto su una fascia più o meno ampia della popolazione allo scopo di individuare una malattia o i suoi precursori, cioè quelle anomalie da cui la malattia si sviluppa, prima che si manifesti con sintomi.

Lo studio MILD

Dalla diciannovesima Conferenza mondiale dell’di Toronto è arrivata la conferma che con lo screening prolungato si possa ottenere una riduzione della mortalità per tumore polmonare pari al 39 per cento. Sono questi i risultati dello studio MILD, condotto dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ad oggi l’unico programma di screening al mondo condotto per 10 anni per la diagnosi precoce del carcinoma polmonare.

I ricercatori dell’INT di Milano hanno analizzato i dati di più di 4.000 forti fumatori dal 2005 ad oggi.

Lo studio NELSON

A rafforzare il valore dello screening sono anche i risultati dello studio olandese NELSON, che è durato invece sei anni.

I ricercatori hanno messo sotto osservazione oltre 15.000 persone dal 2003 per un periodo di 6 anni. I risultati hanno confermato una riduzione del 26% nella mortalità per tumore polmonare a 10 anni dall’inizio dello studio. Gli esiti hanno confermato che il beneficio dello screening è maggiore nelle donne rispetto agli uomini.

La Tac toracica

Entrambi gli studi hanno utilizzato la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) spirale toracica a basse dosi di esposizione, su forti fumatori over 50.

Il parere degli esperti

«I risultati di questi due studi sono coerenti tra loro e particolarmente rilevanti – sottolinea Ugo Pastorino, Direttore della Struttura Complessa di Chirurgia Toracica dell’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano e uno degli autori dello studio italiano. – In particolare, lo studio MILD ha dimostrato per la prima volta che è utile proseguire lo screening oltre i cinque anni. La TAC spirale ripetuta dal quinto al decimo anno ha infatti più che dimezzato la mortalità per cancro polmonare durante gli ultimi 5 anni di screening».

«Questi risultati giustificano l‘avvio in Italia di programmi di diagnosi precoce con TAC toracica a basse dosi nei forti fumatori di età superiore ai 50 anni – interviene Giovanni Apolone, Direttore Scientifico INT – da sviluppare in Centri con elevata specializzazione nella diagnosi precoce e nella terapia dei tumori polmonari».

 

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