Pneumotorace: ecco perché a volte il polmone si “sgonfia”

Se non ha più spazio per svolgere la sua funzione, il polmone può andare incontro a collasso. Tutti i motivi per cui questo fenomeno può insorgere

Cos’è

Quando l’aria entra nella cavità pleurica, cioè lo spazio compreso tra la parete esterna del torace e la superficie del polmone, quest’ultimo non ha più spazio per assolvere alla sua funzione respiratoria e può andare incontro a un collasso. In questo caso si parla di pneumotorace.

Pneumotorace spontaneo

Lo pneumotorace può essere spontaneo, cioè avvenire in qualsiasi momento (specialmente di notte o sotto sforzo) e senza una causa apparente. Questa forma colpisce prevalentemente i giovani, soprattutto quelli alti e magri, indifferentemente dal sesso. Dagli studi, però, è emerso che queste persone hanno un tratto caratteristico in comune, che spiegherebbe in parte il verificarsi del fenomeno: durante l’età preadolescenziale hanno una crescita veloce dell’apparato scheletrico in un tempo molto breve. L’apparato respiratorio, al contrario, impiega un po’ più di tempo ad adattarsi al cavo pleurico. Lo sviluppo della gabbia toracica può esercitare sul polmone una maggiore pressione negativa e far sì che la parte più alta del polmone sia sottoposta a stiramento e quindi soggetta alla formazione di bolle d’aria, che poi si possono rompere dando origine allo pneumotorace. Anche il fumo di sigaretta, attraverso un processo infiammatorio, può indurre lo pneumotorace spontaneo.

Pneumotorace da trauma

Esiste una forma di pneumotorace post-traumatica. Significa che questo fenomeno insorge dopo un trauma subito dal torace, magari in seguito a un incidente automobilistico o sportivo: in questi casi l’elemento determinante è la frattura di una o più coste, che può lacerare la superficie della pleura, interrompendo l’impermeabilità all’aria della parete polmonare.

Pneumotorace iperteso

La forma più grave è lo pneumotorace iperteso. L’aria, per un meccanismo di valvola unidirezionale può continuare a entrare nella cavità pleurica causando un aumento della pressione e un conseguente malfunzionamento anche dell’altro polmone. La gravità è data dal possibile piegamento dei grossi vasi che arrivano al cuore, che impedisce il ritorno del sangue al cuore. In questo caso si ha un arresto cardiaco immediato.

Sintomi

In qualsiasi forma di pneumotorace è presente il dolore, acuto e improvviso. Si può verificare anche la dispnea, cioè la mancanza d’aria e la difficoltà respiratoria.

Diagnosi

Per fare la diagnosi di pneumotorace è necessario eseguire una radiografia del torace, una tac del torace e una visita specialistica.

Cure

In caso di pneumotorace di lieve entità potrebbe essere sufficiente tenere la persona sotto monitoraggio ospedaliero. Nei casi più seri, invece, bisogna attuare una procedura che consenta di riportare l’aria al di fuori del cavo pleurico, mantenendo la pressione negativa. Per raggiungere questo scopo si utilizza un tubo di drenaggio collegato a una valvola unidirezionale (l’aria può uscire, ma non rientrare), inserito all’interno del cavo pleurico per aspirare tutta l’aria qui contenuta. Infine si può optare anche per l’intervento chirurgico, che consiste nell’asportare la zona di polmone occupata dalle bolle d’aria, in genere molto piccola, la cui rottura ha causato la fuoriuscita dell’aria.

Sport dopo lo pneumotorace

Chi ha subito un pneumotorace non deve necessariamente rinunciare all’attività fisica, anzi: si può riprendere gradualmente, sempre sotto controllo medico. Bisognerebbe evitare sport particolarmente violenti, nei quali si potrebbe facilmente andare incontro a un trauma.

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