Extrasistole: sintomi e cure

In occasione della Giornata Mondiale del Cuore, che si celebra il 29 settembre, scopriamo in che modo si presenta questo disturbo e come viene trattato

Cos’è

L’extrasistole è un disturbo del ritmo cardiaco – letteralmente significa battito aggiunto – ed è la forma più semplice di aritmia, oltre che la più comune. Le extrasistoli, che possono avere origine nell’atrio o nel ventricolo, sono molto diffuse nella popolazione e raramente rappresentano un rischio per chi ne soffre.

Cause

È importante saper riconoscere – se esiste – la causa delle extrasistoli. In pazienti che non hanno problemi di salute possono essere provocate da abuso di caffè o di alcol oppure da stress psicofisico, soprattutto se si presentano in modo occasionale e non accompagnate da altri disturbi. A volte l’aritmia è correlata a un malfunzionamento della tiroide, a disturbi digestivi, ad alti valori di pressione arteriosa. In casi più rari le extrasistoli sono l’espressione di una malattia cardiaca non riconosciuta e nel tempo possono trasformarsi in aritmie complesse, rappresentando un campanello d’allarme che merita massima attenzione.

Sintomi

Le extrasistoli si manifestano per lo più come una sensazione di colpo al petto, seguito da una fase di vuoto: i battiti in eccesso alterano la normale regolarità del ritmo cardiaco e a volte causano la percezione di nodo in gola o tuffo al cuore. A questo sintomo principale si accompagnano talvolta affaticamento, debolezza, difficoltà respiratorie. Anche nei pazienti sani le extrasistoli, se numerose, rappresentano un disturbo che compromette in modo serio la qualità di vita. A lungo andare, inoltre, possono indebolire il cuore.

Diagnosi

Visita cardiologica ed elettrocardiogramma dinamico secondo Holter servono ad accertare la presenza, la frequenza e a riconoscere il tipo di extrasistoli. L’ecocardiogramma rappresenta lo strumento migliore per «vedere come è fatto il cuore» ed escludere la presenza di una cardiopatia. Il percorso successivo dev’essere stabilito da un cardiologo aritmologo che saprà, nel caso, proporre ulteriori esami diagnostici e indirizzare il paziente verso la terapia più adatta, quando necessaria.

Terapia

Può essere di tipo farmacologico, con farmaci antiaritmici che servono da «stabilizzatori» del sistema elettrico del cuore. Quando esiste una causa responsabile dell’aritmia, questa dovrà essere trattata adeguatamente. Nella maggior parte delle situazioni, poi, è possibile curare efficacemente l’extrasistolia con un intervento di ablazione transcatetere, in cui si utilizzano piccole sonde che arrivano al cuore e permettono di isolare la zona responsabile dell’extrasistolia, garantendo un’ottima possibilità di guarigione completa. L’intervento, in anestesia locale, prevede il ricovero di un paio di giorni e dev’essere eseguito in centri selezionati, che dispongano di tecnologie avanzate, e da operatori esperti. Specie nei casi di aritmie benigne e di pazienti giovani, l’ablazione è la soluzione migliore.

Focus a cura di Corrado Carbucicchio, Responsabile dell’Unità Operativa per il trattamento intensivo delle aritmie ventricolari al Centro Cardiologico Monzino di Milano.

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