Davide Astori: quali potrebbero essere le cause del decesso? La parola all’esperto

Pubblicato il: 6 Marzo 2018 alle ore 21:08 Aggiornato il: 6 Marzo 2018

Con il cardiologo Giulio Melisurgo cerchiamo di capire cosa possa essere successo al capitano della Fiorentina, morto improvvisamente nel sonno

La tragedia di Davide Astori

Davide Astori aveva 31 anni, era il capitano della Fiorentina e sabato 4 marzo si trovava in trasferta a Udine dove, il giorno seguente, avrebbe disputato la partita contro la formazione friulana. Una serata come tante, una sfida alla playstation con il portiere della Viola, Marco Sportiello, qualche sms su Whastapp e poi, intorno alle 23, tutti nelle proprie camere, per ricaricare le pile in vista del match. Il giocatore, però, dal sonno non si è più risvegliato e domenica mattina è stato ritrovato senza vita, ancora disteso sul letto. Fin da subito si è diffusa la voce che Astori possa essere rimasto vittima di un arresto cardiocircolatorio improvviso ma per averne conferma si attende l’esito dell’autopsia, disposta per martedì 6 marzo. Ma quali potrebbero essere le cause del decesso? Ne abbiamo parlato con Giulio Melisurgo, cardiologo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e consulente cardiologo per l’AC Milan.

Cause da escludere:
le cardiopatie strutturali

Prendendo in esame il caso Astori, in attesa ovviamente dell’esame autoptico, è necessario passare in rassegna tutte le patologie cardiache che avrebbero potuto provocare la morte improvvisa dell’atleta. «Iniziamo con le cardiopatie strutturali, cioè quelle caratterizzate da alterazioni della struttura del cuore, che possono essere congenite, cioè già presenti alla nascita, o genetiche, ossia che possono manifestarsi nell’arco della vita a causa di una predisposizione individuale. Si tratta di cardiomiopatia ipertrofica, displasia aritmogena del ventricolo destro e anomalie coronariche congenite» sottolinea Melisurgo. «È particolarmente importante sottoporre lo sportivo a controlli periodici perché una malformazione genetica, ad esempio, potrebbe essere assente durante lo screening e manifestarsi solo successivamente».
Una di queste patologie avrebbe potuto determinare il decesso improvviso di Davide Astori? No, ecco perché.

  • Cardiomiopatia ipertrofica: è malattia genetica del muscolo cardiaco, che si ispessisce in maniera abnorme. Questa trasformazione anatomica rappresenta il terreno su cui si possono insediare delle aritmie maligne, indotte dall’attività fisica. Questa patologia, inoltre, è riscontrabile attraverso un ecocardiogramma e un elettrocardiogramma. Quindi, per il fatto che possa essere diagnosticata con esami di primo livello e possa risultare fatale in presenza di uno sforzo fisico, non può essere presa in considerazione nel caso Astori.
  • Displasia aritmogena del ventricolo destro: è una malattia genetica in cui il ventricolo destro tende a sviluppare al suo interno un tessuto fibroso, che può stimolare aritmie maligne. Anche in questo caso la patologia può essere riscontrata con ecocardiogramma ed elettrocardiogramma e la morte cardiaca avviene sotto sforzo. Motivi per i quali si tende ad escluderla nel caso analizzato.
  •  Anomalie congenite delle coronarie. Questa è una cardiopatia congenita (quindi la persona nasce già con l’origine anomala delle coronarie), è identificabile con ecocardiogramma e la morta improvvisa sopraggiunge durante l’attività fisica.

Cause da escludere:
cardiopatie non strutturali

«Escluse quelle strutturali, passiamo alle cardiopatie non strutturali, cioè non caratterizzate dall’alterazione della struttura del cuore. Si tratta di malattie dovute ai canali ionici del cuore, cioè strutture poste sulla superficie delle cellule, e possono essere sia congenite sia genetiche. In questi casi la morte improvvisa può insorgere anche se il cuore, con l’ecocardiografia, può sembrare del tutto sano». Una di queste patologie avrebbe potuto determinare il decesso improvviso di Davide Astori? No, ecco perché.

  • Sindrome di Brugada: è una malattia genetica che colpisce alcuni canali ionici del cuore, creando squilibri nell’attività elettrica e dando luogo ad aritmie maligne. È riscontrabile con un elettrocardiogramma, quindi sarebbe dovuta emergere durante lo screening al quale è stato sottoposto il calciatore.
  • Long QT syndrome: è una malattia genetica generata da un difetto del battito cardiaco, che può sopraggiungere anche nel sonno. Tuttavia, anche questa patologia, può essere individuata con elettrocardiogramma.
  • Sindrome di Wolff-Parkinson-White: è una condizione in cui a livello del cuore c’è un fascio anomalo che può condurre gli impulsi velocemente. Si riconosce con ECG.

Cause possibili ma rare:
l’infarto del miocardio

«L’infarto del miocardio è un’alterazione strutturale irreversibile di una parte del muscolo cardiaco, causata dall’ostruzione di una delle coronarie, cioè arterie responsabili della sua irrorazione. Sebbene possa insorgere anche in condizioni di riposo, è una patologia molto rara nelle persone under 40, specialmente se queste sono sportive e seguono alimentazione e stili di vita ben controllati». Ecco perché questa potrebbe aver determinato il decesso del calciatore, sebbene sia una condizione rara.

Cause possibili:
miocardite

«La miocardite non è congenita né genetica, ma è una malattia acquisita. Si tratta di un’infiammazione del muscolo cardiaco, spesso associata a infezioni virali, come una banale sindrome influenzale. Si può presentare con sintomi analoghi a quelli dell’infarto miocardico e talvolta con la morte cardiaca improvvisa, anche a riposo». Può aver determinato la morte di Davide Astori? Sì, perché essendo “acquisita”, non è prevedibile e non riscontrabile con gli esami di screening. «Purtroppo viene diagnosticata con l’autopsia, con la biopsia miocardica o, nelle persone che sopravvivono, con risonanza magnetica» afferma il dottor Melisurgo.

Altre cause possibili

«Oltre all’infarto del miocardio, molto raro, e alla miocardite, possono esserci state altre cause a scatenare l’arresto cardiocircolatorio». Eccole.

  • Spasmo coronarico: si tratta di uno spasmo improvviso dell’arteria epicardica, che determina un’interruzione del flusso sanguigno a livello di una coronaria creando una condizione simile all’infarto miocardico. Non è prevedibile e non è facilmente diagnosticabile.
  • Fibrillazione ventricolare idiopatica, cioè un’aritmia che si caratterizza per un ritmo cardiaco caotico che ha origine dai ventricoli. È improvvisa, non prevedibile e non diagnosticabile.
  • Malattia aritmogena del ventricolo destro in forme “fruste”, cioè inapparenti, sfumate, difficili da diagnosticare precocemente.
  • Evento cerebro-vascolare: escludendo le patologie cardiache, anche un’improvvisa emorragia cerebrale, dovuta a una malformazione di un vaso del cervello, può causare morte improvvisa anche negli sportivi. Non è assolutamente prevedibile.

Chiara Caretoni

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