Chemioterapia e capelli che cadono: la mela annurca sarà il rimedio?

Pubblicato il: 6 Marzo 2018 alle ore 21:11 Aggiornato il: 5 Marzo 2018
Chemioterapia e capelli

La procianidina B2, di cui è ricca la mela campana, potrebbe bloccare o diminuire la perdita di capelli durante le cure oncologiche. I risultati definitivi tra sei mesi

La caduta dei capelli durante la chemioterapia è una delle conseguenze più fastidiose e pesanti dal punto di vista psicologico, soprattutto per le donne. Tagli corti, parrucche e acconciature con i foulard sono le soluzioni a cui le pazienti fanno affidamento oggi, ma ora un integratore nutraceutico a base di mela annurca potrebbe aiutarle definitivamente.

La sperimentazione clinica

L’effetto della mela annurca sulla crescita dei capelli è stato scoperto per caso mentre si testava l’integratore sui livelli di colesterolo, e ora sempre per caso è stato scoperto il suo effetto positivo anche durante la chemioterapia. «Dei pazienti che assumevano l’integratore per abbassare il colesterolo si sono ammalati di cancro e hanno iniziato un ciclo di chemioterapia – spiega Ettore Novellino, direttore del Dipartimento di Farmacia dell’Ateneo Federico II – Durante la cura, però, non hanno interrotto l’assunzione di mela annurca e gli oncologi si sono accorti che il loro capelli non cadevano o cadevano di meno. Il riscontro è interessante, ma l’azione dell’integratore va testata scientificamente. Per questo è appena iniziato un trial clinico su un campione di 120 donne in cura per il tumore al seno». Dieci andranno in cura con la mela annurca, altre dieci con il placebo. I risultati si avranno tra sei mesi circa.

Le potenzialità della mela annurca

Se i risultati dovessero confermare le osservazioni fatte fino ad ora, le potenzialità dell’integratore alla mela annurca sarebbero altissime perché risolverebbero un disagio psicologico molto presente nei pazienti che si sottopongono a cicli di chemioterapia. La sperimentazione, partita a marzo 2018, è frutto di un accordo tra Attilio Bianchi, Gerardo Botti, rispettivamente manager e direttore dcientifico dell’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale”, Michelino De Laurentiis, direttore della U.O.C di Oncologia Medica Senologica e il professore Novellino.

La procianidina B2

Il merito è della procianidina B2, che la mela annurca produce in quantità nettamente maggiore (circa 30%) rispetto alle altre mele (quella del Trentino, ad esempio, ne contiene il 2-4%). Il motivo è la diversa maturazione dei due tipi di mela. La procianidina sarebbe quindi in grado di attivare la fase anagen del capello (fase di crescita) non solo in una persona sana, ma anche in un paziente oncologico che affronta la chemio. «Il farmaco chemioterapico attacca tutte le cellule in maturazione e in crescita, comprese quelle dei capelli – spiega Novellino – La procianidina evita che questo accada proteggendo il bulbo pilifero e prolungando la fase telogen, cioè di mantenimento, del capello. La protezione avviene grazie al blocco del fattore TGF Beta 2, una proteina che una volta espressa avvia la fase di caduta».

Un nuovo integratore

L’obiettivo finale dello studio è quello di creare un nuovo integrattore nutraceutico, più concentrato, appositamente per i pazienti che affrontano i cicli di chemioterapia. «Quello alla mela annurca – conclude l’esperto – è un prodotto che sta suscitando interesse scientifico in tutto il mondo e in particolare nell’ambito delle malattie metaboliche e della tricologia».

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