Cina: nati i primi bimbi con Dna modificato. Ma è vero?

Dna modificato

Uno scienziato cinese sostiene di aver fatto nascere due gemele con codice genetico modificato e resistente al virus dell'Hiv

In Cina sono nate le prime due bambine geneticamente modificate. Così sostiene lo scienziato cinese He Jiankui di Shenzhen, che ha annunciato di aver fatto nascere due gemelle con un Dna alterato mediante una tecnica in grado di riscrivere la mappa genetica. La tecnica sarebbe quella del taglia-incolla genetico, che prende il nome di Crispr.

Lo scienziato cinese He Jiankui
Lo scienziato cinese He Jiankui

Esperimento sospeso e indagine avviata

Il ricercatore cinese difende il suo lavoro ma dopo le polemiche suscitate ha sospeso la sperimentazione. A Pechino la Commissione Nazionale per la Sanità ha aperto un’indagine sul caso perché “fortemente preoccupata” per le affermazioni del ricercatore di Shenzhen e per quanto accaduto.

He Jiankui ha ammesso che l’esperimento è stato condotto al di fuori della Southern University of Science and Technology, dove lavorava fino allo scorso febbraio.

La tecnica “taglia e cuci” 

La Crisp ha dimostrato di essere sicuramente efficace sugli animali, mentre sull’uomo sono in corso diversi test.

In Cina si è sperimentata su un paziente con una particolare forma di cancro. Ma in quel caso l’editing fu condotto in laboratorio e non direttamente all’interno dell’organismo umano.

Il primo tentativo di curare un uomo modificando all’interno del corpo il suo codice genetico «difettoso» è stato fatto nel novembre 2018 negli Stati Uniti, sul 44enne Brian Madeux, affetto dalla sindrome di Hunter, una grave malattia metabolica. A tre mesi dall’intervento, i medici si sono dimostrati fiduciosi e ottimisti, ma per confermare la buona riuscita e l’efficacia del procedimento ci vorrà ancora del tempo.

Nell’agosto 2018, sempre in America, è stato invece ritoccato per la prima volta il Dna di embrioni umani per correggere una mutazione responsabile di una grave patologia cardiaca (la cardiomiopatia ipertrofica).

L’esperimento

Lo scienziato cinese sostiene di aver alterato gli embrioni di otto coppie che si stavano sottoponendo a cure per la fertilità, e che una di queste gravidanze sarebbe andata a buon fine. Il suo obiettivo, ha raccontato il ricercatore all’agenzia americana Associated Press, non era prevenire o curare una malattia ereditaria, ma provare a dare all’embrione un tratto particolare che poche persone hanno: la capacità di resistere alle infezioni da Hiv, il virus dell’Aids. L’intento era silenziare il recettore cellulare CCR5, al quale si lega il virus, anche per ottenere la resistenza a vaiolo e colera.

«I volontari erano informati dei rischi di possibili modifiche non volute del Dna, ma hanno deciso lo stesso di farsi impiantare gli embrioni» ha affermato lo scienziato.

Scienza ed etica

Se la notizia dovesse essere vera rappresenterebbe una novità assoluta dal punto di vista scientifico, che porrebbe anche molti interrogativi etici. Alcuni scienziati si sono già espressi e hanno denunciato l’esperimento cinese come sperimentazione umana. Oltre 120 membri della comunità scientifica hanno firmato una lettera in cui definisco l’esperimento “una follia“.

 

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Pubblicato il: 26 novembre 2018 Aggiornato il: 28 novembre 2018
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