Umberto Veronesi: dai film un grande aiuto

Pubblicato il: 24 Febbraio 2014 alle ore 12:51 Aggiornato il: 9 Novembre 2016
umberto veronesi

Il garante scientifico di OK: «Il cinema permette a un gran numero di persone di immedesimarsi nella condizione degli altri e di ritrovarvi la propria stessa umanità»

L’importanza del cinema nel raccontare e descrivere condizioni come la disabilità o dilemmi come l’eutanasia: la testimonianza di Umberto Veronesi, garante scientifico di OK.

«Nella nostra epoca, l’epoca della società dell’immagine, i grandi problemi e i drammi profondi trovano spesso la loro tribuna naturale non nei libri dei filosofi ma nel cinema. Anni fa, parlando con dei volontari di un’associazione, fummo tutti d’accordo sul fatto che film come Figli di un dio minore, Rain Man e Forrest Gump avessero fatto per i disabili infinitamente più di migliaia di libri o di dibattiti, soprattutto per il fatto incontestabile che solo la dimensione filmica permette a un grandissimo numero di persone d’immedesimarsi nella condizione “altra” e di ritrovarvi la propria stessa umanità, quella che il filosofo Paul Ricoeur definiva un’ “alterità”, che diventa parte dell’identità del soggetto.

Alcuni film hanno cominciato ad aprire la stessa strada con l’eutanasia, rappresentandola non con intenti ideologici, ma come testimonianza di umanità: una persona che soffre la chiede come via d’uscita e la ottiene da qualcuno che le vuole bene. È interessante notare come tutti questi film siano stati premiati in vari festival, quasi a sottolineare l’attualità della tematica, anche se in tre, Il paziente inglese, Million dollar baby e Le invasioni barbariche, l’eutanasia è solo l’evento che conclude la storia».
Umberto Veronesi – OK La salute prima di tutto

Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2009

Umberto Veronesi (1925-2016)
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