Pelle più giovane e Radiofrequenza: tutto quello che devi sapere

Pubblicato il: 24 Gennaio 2018 alle ore 00:57 Aggiornato il: 24 Gennaio 2018

Se ne sente parlare spesso, ma qual è il reale impiego della Radiofrequenza in dermatologia? Quando funziona?

Radiofrequenza: di che cosa si tratta

Abbiamo parlato di questa tecnica innovativa, spesso abusata, con l’esperto di Ok Bruno Mandalari, esperto in invecchiamento cutaneo. Responsabile del dipartimento nazionale di dermatologia rigenerativa dell’ (International Italian Society of Plastic-Regenerative and Oncology Dermatology). È anche specialista in dermatologia al Columbus Clinic Center. Puoi chiedergli un consulto cliccando qui.

«La Radiofrequenza è una delle tecniche non invasive di ringiovanimento del volto più recenti, che agisce sulle rughe e sul rilassamento cutaneo. Talvolta è associata a veicolazione transdermica, ovvero all’utilizzo di farmaci o principi attivi. Nel corso degli anni si sono evolute differenti modalità applicative, che ne hanno potenziato l’efficacia. Può essere bipolare, tripolare, quadripolare, frazionata. Per queste ragioni ha trovato una facile applicazione nel campo della Dermatologia e della Medicina Estetica».

La sicurezza

I sistemi di sicurezza degli strumenti più avanzati consentono di verificare l’emissione della potenza, e addirittura la temperatura raggiunta nell’area trattata. Inoltre controllare l’emissione dell’energia mediante sensori specifici posti sulla punta del manipolo. È importante considerare che quelle in uso dagli specialisti sono apparecchiature a esclusivo uso medico, appartenenti alla classe IV.

Differenza con la tecnica Laser

La Radiofrequenza nasce come metodologia non ablativa completamente diversa rispetto a quella Laser, che si fonda secondo il principio della fototermolisi selettiva. La RF è perfettamente monitorizzabile, si programma attraverso un computer dal software elaborato in base all’area cutanea da trattare. Non determina perdita di sostanza della cute. La Radiofrequenza agisce attraverso un manipolo, la cui emissione genera un’onda elettromagnetica che attraversa i tessuti producendo calore. In modo determinato e controllato a livello del derma sia superficiale sia profondo.

I risultati 

La Radiofrequenza può determinare un riscaldamento fino a 55-65° in modo omogeneo, senza diffusione termica alle zone circostanti, espletando anche una discreta azione biostimolante sulla neocollagenesi, un’azione migliorativa sul tono cutaneo, un aumento dello scambio di sostanze tra i tessuti e i vasi sanguigni.

È da tener presente che la profondità e il grado dell’effetto termico dipendono dalle caratteristiche di conduttività del tessuto trattato. Ad esempio quello adiposo, per le sue caratteristiche, ha una maggiore impedenza. Questo comporta una maggiore produzione di calore con un effetto termico più incisivo per quel tessuto.

Le zone del corpo che si possono trattare

Possono essere trattate tutte le zone del corpo che presentano un rilassamento cutaneo. Le sedi più trattate sono: glutei, cosce, addome, braccia, viso e collo.

La Radiofrequenza sul viso si utilizza per correggere le rughe superficiali e profonde, le piccole rugosità intorno agli occhi soprattutto dove l’uso del Laser è pericoloso, e i solchi lineari della fronte.

Dopo il trattamento

Immediatamente dopo il trattamento può comparire un lieve arrossamento che tende a scomparire spontaneamente nel giro di un’ora. Avviene pertanto il ripristino immediato della propria vita sociale. Non sono necessarie medicazioni particolari nei giorni successivi. È bene non esporsi al sole per 24 ore, successivamente non ci sono controindicazioni all’esposizione solare. I risultati migliori sono conseguibili nell’arco di 3-5 mesi dal primo trattamento, con la presenza di un’epidermide compatta e più elastica per l’avvenuta neo-sintesi del tessuto collagene.

Chi deve stare attento 

Le sedute non prevedono particolari tipi di anestesia, non vi sono controindicazioni specifiche tranne che per
– le donne in stato di gravidanza,
– i portatori di peacemaker o impianti cocleari
– pazienti sofferenti di vene varicose, epilettici o pazienti soggetti a patologie cutanee croniche
.

Eliana Canova 

 

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