Influenza 2018-2019: i casi, il vaccino, i rischi

La febbre

Sono circa un milione e mezzo gli italiani colpiti, soprattutto bambini al di sotto dei 5 anni. Il picco è atteso a fine gennaio-inizio febbraio

Picco a fine gennaio

L’influenza continua a colpire gli italiani. Nonostante l’epidemia sia più graduale rispetto a quella della stagione 2018-2018, il numero di casi stimati nell’ultima settimana monitorata da Influnet (17-23 dicembre) è pari a 225.000, per un totale, dall’inizio della sorveglianza di circa 1.500.000 casi. Secondo i dati del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di sanità a essere colpiti maggiormente sono i bambini al di sotto dei 5 anni, mentre le Regioni più “influenzate” sono Umbria, provincia di Trento, AbruzzoSicilia.

Ma il “peggio” deve ancora arrivare: stando alle previsioni degli esperti, il picco quest’anno è previsto tra fine gennaio e inizio febbraio. Cruciali le settimane in cui riapriranno le scuole.

Fase epidemica

«Al momento, anche se siamo entrati nella fase epidemica – spiega il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Iss Gianni Rezza – l’andamento dei casi è più lento rispetto alla scorsa stagione. I virus influenzali che stanno circolando maggiormente sono l’AH3N2, che colpisce maggiormente gli anziani, e l’AH1N1, virus che è è stato responsabile della pandemia influenzale del 2009».

Problemi nella disponibilità dei vaccini a dicembre 

A causa di alcuni problemi organizzativi e dell’aumento della domanda, a dicembre i vaccini antinfluenzali erano quasi esauriti in tutta Italia. Due aziende produttrici su tre avevano terminato le scorte e molti anziani sono rimasti fuori dalla campagna vaccinale. Si stima che circa un 5% della popolazione anziana ha avuto difficoltà a vaccinarsi.

«Il problema nasce dal fatto che le Asl hanno fatto ordini prudenti, basati sui dati dello scorso anno, per non avere poi delle giacenze di vaccini inutilizzati – aveva spiegato Carlo Signorelli, past president della società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva (Siti) – A questo si aggiunge il fatto che le aziende non sono elastiche nello spostamento delle scorte tra un paese e un altro».

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Differenza tra raffreddore e influenza 

La vera influenza porta a febbre alta, sopra i 38-38,5 gradi, dolori alle ossa, tosse e naso che cola. Se si ha uno solo di questi sintomi, anziché tutti, allora è molto probabile che si tratti di una parainfluenza oppure di un raffreddore (rinite).

Sono diversi i virus  

Nell’emisfero australe la stagione sta scorrendo con bassi livelli di diffusione e una prevalenza del virus AH1N1, anche se in quest’ultima parte di stagione rimane l’incognita del contributo del virus B che potrebbe innalzare la dimensione complessiva della stagione.
Fonte:, rete coordinata dall’Istituto superiore di sanità, con il sostegno del ministero della Salute e il contributo di medici di famiglia e pediatri di libera scelta delle varie regioni
Pubblicato il: 5 Novembre 2018 Aggiornato il: 4 Gennaio 2019
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