Iago Garcia: «Respiro col diaframma quando l’ansia mi assale»

Iago Garcia

«In occasione di un debutto teatrale, e anche a Ballando con le stelle, l’emozione si ripercuote sull’intestino e spesso mi costringe a correre in bagno. Il mio maestro di Tai Chi Chuan mi ha insegnato una tecnica per gestire l’agitazione»

L’ansia da palcoscenico è il nemico numero uno degli artisti. Lo dico per esperienza. E, per fortuna, a me non succede spesso: per natura sono un uomo tranquillo, equilibrato e sereno. Mai stato ansioso da ragazzino. La prima volta che ho sentito il respiro farsi affannoso e i nervi prendere il sopravvento è stato in occasione del provino per entrare nell’accademia di arte drammatica, scuola serissima, ambita e a numero chiuso.

Detto questo, quando l’angoscia mi assale, è sempre l’intestino a farne le spese. Se debutto a teatro, il pomeriggio inevitabilmente soffro di dissenteria nervosa. E il problema si è presentato qualche volta pure nelle ore precedenti alla diretta di Ballando con le stelle. Del resto, con la danza ho sempre avuto un rapporto difficile. Per intenderci, ero quel genere di ragazzo che alle feste e in discoteca fa tappezzeria quando tutti si scatenano in pista.

MAI CONCENTRARSI TROPPO SU SE STESSI
Per me la conquista più grande, a prescindere dal podio, è avere superato quell’insicurezza che mi bloccava e mi impediva di esprimermi attraverso il ballo. In tutta sincerità, temevo il peggio per il pomeriggio della finale del talent di RaiUno. Invece, grazie alla preparazione rigorosa della mia insegnante Samanta Togni, sono riuscito a rimanere tranquillo. E, ne sono sicuro, anche questa serenità ha contribuito a farci vincere la gara.
Tra l’altro, vi immaginate quanto sia poco pratico essere costretti a precipitarsi in bagno di continuo quando magari si stanno svolgendo le ultime prove generali? Quando mi succede, per rilassarmi, inspiro ed espiro profondamente, aprendo i polmoni e usando il diaframma, come mi ha insegnato il mio maestro di Tai Chi Chuan. Cerco quindi di ascoltarmi, senza pensare a me stesso e alle preoccupazioni del momento (leggi qui le tecniche che aiutano a placare l’ansia). Ho capito che la mente ci inganna, mentre il corpo non lo fa mai. Di conseguenza è essenziale mantenere un atteggiamento attento, ma non concentrato.
Non è la stessa cosa, perché quando si è troppo concentrati su se stessi non si ascoltano gli altri, che invece è fondamentale. Quindi mi sforzo di non assecondare le distrazioni che possono attraversarmi la mente, evito di pensare alle cose che devo fare o di chiedermi se andrà bene o male, chiudo gli occhi e immagino cose piacevoli che cerco di vedere, odorare, sentire e toccare. Insomma, mi lascio trascinare dal flusso di immagini che mi scorrono in testa senza cercare di pilotarle.

UN PROBLEMA COMUNE A MOLTI ATTORI
Che dirvi di più? Non mi sono mai rivolto a un medico per parlare della mia ansia, ma mi sono confrontato con i colleghi e ho verificato che molti di loro condividono il mio problema. Ognuno, ovviamente, somatizza in modo diverso e deve quindi trovare il proprio antidoto personale. Le tecniche di respirazione taoiste sono il mio sollievo eccezionale contro l’agitazione che mi assale quando non mi sento del tutto sicuro di me e devo affrontare qualcosa cui tengo molto. Ma non esistono regole valide per tutti.

Iago Garcia

Testimonianza raccolta da Nicole Cavazzuti per OK Salute e benessere giugno 2016

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE

Pressione alta? Prova il Tai Chi

Cristina Parodi: «Non so rinunciare allo yoga»

Yoga, tutti i benefici per il corpo e per la mente

Hugh Jackman: canto e l’ansia si placa

Quando l’ansia ci fa venire il mal di stomaco

 

Chiedi un consulto di Terapie alternative