Giornata delle persone con disabilità: l’obiettivo è l’inclusione sociale

Pubblicato il: 2 Dicembre 2016 alle ore 04:05 Aggiornato il: 2 Dicembre 2016

Il 3 dicembre è un'occasione per conoscere meglio le difficoltà e i diritti dei disabili. L'impegno della Lega del Filo d'Oro

È il diritto all’inclusione nella società l’obiettivo della Ventitreesima Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Voluta ormai nel 1993 dalla Commissione europea, è un giorno per fare il punto sulla situazione, i problemi, ma soprattutto i diritti delle persone disabili.

Alla Giornata partecipa anche la Lega del Filo d’Oro, associazione che da più di mezzo secolo si occupa delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensioriali e delle loro famiglie. Sono oltre 189.000 le persone che vivono in questa condizione difficile e di isolamento.

Le persone con disabilità alla vista e all’udito sono invece 1.700.000, di cui quasi 10.000 sono iscritte alle scuole primarie o secondarie: si tratta, nella maggior parte dei casi, di bambini e ragazzi che vivono una condizione estremamente difficile, perché uniscono al deficit sensoriale altre disabilità che comportano serie limitazioni nella capacità di comunicare, nell’autonomia personale e nell’apprendimento, oltre a gravi difficoltà anche nella percezione dell’ambiente circostante e nelle relazioni interpersonali.

Per quasi il 90% degli adulti sordociechi è un problema enorme anche solo uscire di casa e utilizzare i mezzi pubblici. Per l’85% di loro è difficile accedere agli uffici pubblici, tra cui gli ospedali e le scuole. Il 66,5% delle persone con problemi alla vista e all’udito dichiara di aver difficoltà anche a incontrare amici e parenti, mentre il 78,7% non riesce ad occuparsi dei propri interessi o a partecipare ad eventi culturali. Questi i dati di un sondaggio realizzato per la Lega del Filo d’Oro dall’Istat.

Un percorso volto all’inclusione delle persone disabili richiede un impegno forte e costante e un approccio riabilitativo personalizzato – modello quest’ultimo portato avanti, da oltre 50 anni, dalla Lega del Filo d’Oro – che agisca sulle potenzialità residue di queste persone in modo da favorire, quando possibile, il reinserimento graduale nella famiglia e nella società.
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