Annegamenti: tutti i consigli degli esperti per evitarli

Pubblicato il: 12 Agosto 2016 alle ore 11:25 Aggiornato il: 14 Agosto 2016

Diverse decine di persone ogni anno perdono la vita perché hanno sottovalutato i pericoli e sopravvalutato se stessi. Ecco tutte le raccomandazioni

Annegamenti in Italia

Sono soprattutto i bambini piccoli, quelli sotto i quattro anni, quelli più a rischio quando si parla di annegamenti. Negli ultimi dieci anni solo nel nostro Paese sono 2.500 le persone che hanno perso la vita in piscina, al mare, nei fiumi o nei laghi. Il record in Lombardia seguita dal Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Sicilia, Lazio, Puglia, Sardegna, Toscana e Campania. Tutte morti che, secondo gli analisti, si sarebbero potute evitare. Per questo, l’ ha deciso di diffondere adesso il rapporto . Ecco i motivi e le precauzioni da prendere.

Mancanza di barriere nelle piscine

Il luogo più a rischio, specie per i più piccoli, sono le piscine. Il motivo è intuibile: la maggior parte non è recintata, così basta una svista, una telefonata inattesa, una distrazione dell’adulto e il bambino può cadere in acqua con esiti fatali. Il primo consiglio quindi, oltre a quello ovvio di tenere sempre sotto lo sguardo i bimbi, mettere delle recinzioni.

Insegnare subito ai bimbi a nuotare

Questo è un punto fondamentale. Il modo migliore per evitare incidenti in acqua ai nostri figli è fare in modo che i bambini sappiano nuotare il prima possibile. Sappiamo che ogni piscina comunale o privata organizza corsi già in età tenerissima. Se il bimbo ha confidenza con l’acqua non si spaventerà e noi potremo ragionevolmente stare più sereni.

Controllare sempre i bambini

Essere genitori è il mestiere più duro del mondo, anche perché raramente ci possiamo rilassare anche durante le vacanze. Quando siamo vicini all’acqua dobbiamo costantemente tenerli d’occhio. Spesso le spiagge più belle non hanno i bagnini e una distrazione può essere fatale.

Mai sottovalutare i pericoli

Un’altra delle cause regine degli annegamenti è la sottovalutazione del pericolo. Il mare è bellissimo, ma è pieno di insidie. Così come i laghi e i fiumi. Non sentiamoci mai troppo sicuri.

Rispettare divieti e segnali

Le bandiere che indicano se ci si può o no fare il bagno sono segnali importanti che dobbiamo assolutamente rispettare. Quando c’è la bandiera rossa la nostra attenzione deve essere massima. Rinunciamo al bagno.

Sorveglianza inadeguata

Sono poche le spiagge con un sistema di sorveglianza adeguato. Se siamo con i bambini cerchiamo sempre di scegliere quelle con bagnini professionisti. Il problema diventa ancora più serio lungo i fiumi e al lago, dove veramente molto raramente è prevista la presenza del bagnino.

Attenzione alle correnti nei fiumi

Gli specchi d’acqua più pericolosi sono fiumi e laghi per la presenza di correnti impercettibili in superficie, tanto è vero che regioni come la Lombardia e il Piemonte, dove il mare non c’è, sono ai primi posti per gli incidenti mortali in acqua. Prestate molta attenzione e se non siete eccellenti nuotatori evitate di stare dove non toccate.

Scarsa abilità nel nuotare

Non solo i bambini devono essere capaci di nuotare, ma anche gli adulti. Troppo spesso ci si sopravvaluta e per fare gli “sbruffoni” ci si avventura in distanze che non abbiamo né la forza né la capacità di coprire a nuoto. Per ovviare basta allenarsi durante l’inverno in piscina.

Non nuotare da soli

Un’altra regola che dobbiamo sempre tenere in considerazione riguarda il fatto di non andare a nuotare da soli. Certo, se ci limitiamo a un “bagnetto” rinfrescante a pochi passi dalla riva possiamo fare quello che vogliamo, ma se vogliamo avventurarci più a largo, dove non tocchiamo, meglio sempre essere insieme a qualcun altro.

Bere in spiaggia

Un altro motivo legato agli annegamenti riguarda chi alza troppo il gomito in spiaggia e poi si butta in acqua, pensando di “riprendersi”. Oltre al rischio di una congestione (Ecco cosa fare in caso di congestione) essere confusi può farci perdere l’orientamento. Quindi no al bagno quando si è ubriachi.

Mangiare in spiaggia

Cosa c’è di meglio di pranzare all’ombra nei ristorantini tipici che ci sono vicine alle spiagge più alla moda? Niente, se dopo decidiamo di stare all’ombra in una pineta o sotto l’ombrellone. La situazione diventa molto più pericolosa se dopo un lauto pasto ci buttiamo in acqua, soprattutto nelle acque fredde dei fiumi o dei laghi.

Francesco Bianco

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