Come preparare tuo figlio all’arrivo di un fratellino?

Pubblicato il: 27 Marzo 2019 alle ore 00:21 Aggiornato il: 28 Marzo 2019
come spiegare l'arrivo di un fratellino

La gelosia del bambino per un nuovo venuto è normale e impossibile da evitare, però la si può gestire: ecco i suggerimenti della psicologa

Un pianto inaspettato, dispettucci a sorpresa, il desiderio di rimettere il pannolino o di riprendere il ciuccio: sono alcune delle reazioni dei bambini all’arrivo di un fratellino. Reazioni che portano i genitori, spesso disorientati, a chiedersi che cosa sia giusto o sbagliato fare per placare la gelosia. «Ma questa gelosia non deve preoccupare», spiega Cristiana De Ranieri, psicologa clinica dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. «È molto comune, quasi fisiologica, non bisogna prenderla come una patologia o una problematica comportamentale del bambino». Del resto, a chi non metterebbe ansia perdere la centralità nella vita delle persone più care? Impossibile, dunque, evitare la gelosia, ma ecco alcuni consigli della psicologa per gestire al meglio le situazioni.

Aspettare che la pancia sia visibile

I bambini sono concreti, hanno bisogno di toccare con mano, di vedere con gli occhi. Del resto questo vale anche per gli adulti: le cose che non conosciamo e che non possiamo controllare ci mettono ansia. È meglio non parlare genericamente dell’arrivo di un fratellino prima che il piccolo possa vedere il pancione.

Dare la notizia spetta ai genitori

Comunicargli una notizia importante significa riconoscere, anche ai suoi occhi, l’importanza che il bimbo ha nella famiglia per la mamma e il papà. Non deve intuire o sapere per caso quello che sta per avvenire, né tanto meno chiedere agli adulti di che cosa stanno parlando.

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Prepararlo all’assenza della mamma
per il parto

Nell’imminenza della nascita è importante prepararlo a un piccolo distacco dalla mamma, rassicurandolo che, come lei starà bene in ospedale perché se ne prenderanno cura, allo stesso modo in casa si prenderanno cura di lui. Un conforto che, comunque, non deve arrivare molti mesi prima della nascita: i bambini hanno una dimensione temporale molto diversa da quella degli adulti. A volte i genitori evitano l’argomento per non creare ansia nel figlio e, se anche è vero che alla notizia può reagire male, è più utile che abbia qualche giorno di tempo per elaborare la cosa piuttosto che essere colto di sorpresa dall’assenza della mamma.

Il lieto evento non deve coincidere 
con altri cambiamenti

L’iscrizione all’asilo, le modifiche all’arredo della cameretta sono eventi che alterano le abitudini del bambino. Molti genitori pensano che possano essere un modo per riempire la sua giornata, iniziare ad andare a scuola all’arrivo di un fratellino potrebbe invece farlo sentire allontanato, sostituito. I bambini piccoli sono abitudinari, pertanto ogni variazione anche positiva, necessita di un assestamento. Sarebbe meglio nei limiti del possibile non fare coincidere più eventi nuovi.

Provare a patteggiare con il bambino

In questo periodo particolare il bambino può fare delle richieste volte solo a sondare la disponibilità dei genitori e già questo basta per calmarli. È utile mostrare disponibilità, facendo capire al piccolo che la mamma sa che i suoi comportamenti sono dovuti a un bisogno, a una necessità, come il desiderio di trascorrere più tempo con lei. È importante che la mamma legga sempre il comportamento del figlio e provi a patteggiare: per esempio, se il bambino non vuole andare a scuola perché sa che lei è a casa e non lavora, gli può promettere di passare a prenderlo prima. Irrigidirsi non serve a nulla, perché il braccio di ferro con i bambini porta solo a una sconfitta.

Farsi venire a trovare in ospedale

Quando possibile, è una buona idea fare in modo che il bambino vada a trovare la mamma e il fratellino, anche solo per dieci minuti. Gli serve per potersi rappresentare dove si trovano. Per lui l’ospedale è un luogo astratto, non sa se è bello o brutto, e di  conseguenza ignora in che situazione si trovi la sua mamma. Portarlo consente di fargli vedere che va tutto bene. La madre lo può coccolare, rassicurare se piange o fatica ad andare via. Per aiutarlo ad accettare questa distanza un ruolo importante è giocato dal papà e dagli altri parenti.

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Coinvolgere il bambino nell’organizzazione

Farsi aiutare dal bambino significa valorizzare il suo ruolo, evitando di allontanarlo come fosse un elemento di disturbo. La mamma può fargli notare alcuni piccoli gesti, come quando il neonato sorride al fratellino. I piccolini sono molto attratti dagli altri bambini, quindi è importante valorizzare questo aspetto della relazione, coinvolgendoli. Allontanarlo potrebbe provocare azioni di disturbo, come dare fastidio, fare rumore. Per il genitore è faticoso, ma è una sorta di investimento che poi si ritroverà un pochino più avanti. Per esempio, mentre la mamma sta allattando il neonato, può tenere il più grande vicino a sé e parlare con lui, cercando di assecondare il suo bisogno di attenzione oppure coinvolgerlo nel bagnetto facendosi aiutare e facendogli sentire che questo fratellino è una cosa importante anche per lui. L’atteggiamento, però, deve essere sempre di invito e mai di imposizione.

Pensare a un regalino anche per lui

Fare un regalo al bambino, un piccolo oggetto, può aiutare a non farlo sentire in «secondo piano» rispetto al fratellino neonato. Si tratta, in genere, di azioni che normalmente le persone, siano essi genitori o parenti, fanno molto spontaneamente.

Non dare al bambino
un’idea distolta della realtà

A volte, proprio per non alimentare la gelosia, si adottano comportamenti opposti, creando situazioni in cui nessuno presta attenzione al nuovo nato perché il grande potrebbe ingelosirsi. Oltre a essere ingiusto per il nuovo arrivato, si alimenta l’egocentrismo nell’altro bambino, che, avendo tutta l’attenzione per lui, può ricevere un messaggio disorientante e che non troverà riscontro nelle sue relazioni esterne alla famiglia. La gelosia esiste e dunque occorre accettare che il bambino possa provarla. Sarà utile «lavorarci» affinché sia un sentimento gestibile e superabile.

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