Allattamento al seno: ecco tutti i suoi benefici

Al via la Settimana Mondiale dell'Allattamento al seno. Per una migliore salute dei bambini, l'Organizzazione mondiale della sanità e l'Unicef raccomandano quando è possibile l'allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita

 Tutti i consigli per allattare al seno

Innanzitutto è importante che fin dai primi minuti madre e figlio rimangano insieme, facendo in modo che si instauri il cosiddetto contatto pelle-a-pelle. Il corpo della madre aiuta il bambino a mantenere una temperatura adeguata e il bambino è meno stressato, più calmo e ha respiro e battito cardiaco più regolari.
Il primo contatto con il seno dovrebbe avvenire entro un’ora dalla nascita, lasciando la mamma e il bambino, insieme al papà se presente, liberi di interagire spontaneamente, senza interferenze esterne.
Altri consigli importanti sono:
• allattare il bambino a richiesta, senza seguire orari rigidi;
• non dare al bambino altri liquidi diversi dal latte materno prima della prima poppata;
• evitare l’uso di tettarelle artificiali, biberon e ciucci, soprattutto nei primi mesi di vita;
• non lavare il seno dopo ogni poppata ed evitare l’uso di creme o unguenti durante l’allattamento; la normale igiene della mamma è sufficiente e il seno è provvisto di ghiandole che provvedono ad una naturale disinfezione dell’areola.

È uno scudo anti smog per i bambini

L’allattamento al seno nei primi mesi di vita protegge i bambini dagli effetti nocivi dello smog, salvaguardando il corretto sviluppo delle loro capacità motorie. È quanto dimostra uno studio dell’Università dei Paesi Baschi, pubblicato sulla rivista Environment International. L’analisi dei dati ha dimostrato che il latte materno è un efficace scudo anti-smog per i più piccoli. Le polveri sottili e il biossido di azoto prodotti dalla combustione non generano effetti nocivi sui bambini che vengono allattati al seno per almeno quattro mesi.

Il bambino sarà più intelligente e ricco

Piccoli poppanti, adulti rampanti: sembra essere questo il destino dei bambini che vengono allattati al seno. Il latte di mamma dà infatti una marcia in più per affrontare la vita, aumentando la probabilità di diventare adulti più intelligenti, più istruiti e perfino più ricchi.
L’analisi dei dati ha dimostrato che maggiore è la durata dell’allattamento materno (fino ad un massimo di 12 mesi), maggiore risulta il quoziente intellettivo, il livello di istruzione e il reddito dei giovani al compimento dei 30 anni. Ad un allattamento di 12 mesi, per esempio, corrispondono 4 punti in più nel test di intelligenza, 0,9 anni in più di scolarizzazione, ed un terzo del reddito in più rispetto ad un allattamento breve di un solo mese.

Meno rischi di allergie

I probiotici consumati dalla mamma durante la gravidanza e l’allattamento proteggono i neonati dalla dermatite atopica e da altre forme di allergie. La conferma arriva dai dati di una metanalisi condotta su 29 studi, presentata al recente congresso dell’American college of allergy, asthma & immunology (Acaai) tenutosi ad Atlanta. E una raccomandazione al consumo di probiotici in questo senso, sarà inserita nelle prossime raccomandazioni della World allergy organization (Wao).

I bambini prematuri saranno più intelligenti

I bambini nati prematuri che sono allattati al seno durante il loro primo mese di vita avranno un quoziente intellettivo più alto, rispetto a quelli che sono nutriti con latte artificiale. Questo il risultato di una ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica The Journal of Paediatrics, che ha seguito 180 bambini prematuri dalla loro nascita fino al compimento del settimo anno di età. I bimbi che sono stati allattati al seno per almeno il 50% del loro fabbisogno dalla nascita al loro ventottesimo giorno di vita a sette anni hanno mostrato migliori performance nei test cognitivi, una migliore memoria, grandi capacità in matematica e un quoziente intellettivo più alto.

Cosa mangiare quando allattiamo

Carne, pesce, formaggi freschi, yogurt, cereali e frutta secca sono gli alimenti con cui si può ottenere il giusto apporto di calorie e nutrienti. Nel caso di allattamento esclusivo si è calcolato che per produrre latte a sufficienza la donna, se sana e attiva, ha bisogno di 500 calorie, 21 g di proteine e 700 g di acqua in più rispetto al suo normale fabbisogno. Le calorie è meglio assumerle sotto forma di proteine con cibi sani e di buon contenuto proteico. Magari due volte a settimana la carne, anche bianca, due volte il pesce, poi uova, latticini magri, cereali e legumi. Sono sconsigliati invece i cibi molto calorici, le bevande zuccherate, alcool, carni conservate, pesci di grossa taglia e cibi sotto sale, e sono da preferire prodotti biologici regionali e stagionali, cotture a vapore e al forno.

 

L’aglio stimola l’appetito

Le mamme che mangiano aglio fanno conoscere questo alimento ai figli già attraverso l’allattamento: nel loro latte, infatti, si ritrova la molecola odorosa che conferisce all’aglio il suo tipico aroma. L’unica certezza, al momento, è che l’aroma di aglio non crea alcun problema ai lattanti: studi precedenti hanno infatti dimostrato che non viene rifiutato, anzi, sembra avere perfino un effetto stimolante che aumenta l’appetito del bambino.

 

Dona il tuo latte, salverai delle vite

Donare il latte è un gesto che vale una vita. Il latte materno è un alimento prezioso soprattutto per quelli prematuri. Purtroppo, però, proprio a causa del parto precoce, le loro mamme non sempre riescono a produrre il latte e ad allattare il figlio appena nato. Il latte di una madre è uguale per tutti, quindi qualsiasi donna in buona salute e in fase di allattamento può contribuire a donare senza il timore di togliere l’alimento primario al proprio bambino: a dispetto di quanto si possa immaginare, infatti, più la produzione viene stimolata, più latte si produce. In Italia sono 35.000 i bambini che in un anno nascono prima del termine della gravidanza.

 

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE 

Allattamento: come capire che il bimbo ha fame?

Il timore di non avere abbastanza latte è fondato?

Allattamento: quali sono le posizioni migliori?

Parto cesareo: l’allattamento riduce il dolore post-operatorio

Pubblicato il: 2 ottobre 2018 Aggiornato il: 2 ottobre 2018
Chiedi un consulto di Pediatria