Verdure di stagione: quali sono e quali benefici hanno

Pubblicato il: 9 Ottobre 2018 alle ore 10:37 Aggiornato il: 21 Ottobre 2018

Ormai lo sappiamo tutti: frutta e verdura di stagione hanno tutto un altro sapore rispetto ai prodotti non stagionali o importati. Ma non è soltanto una questione di gusto, perché i cibi stagionali fanno meglio anche alla salute e all’ambiente

Le verdure di stagione 

Quali verdure consumare in questo periodo dell’anno e perché? Ce lo ha spiegato la professoressa Valeria Del Balzo, nutrizionista presso l’Università La Sapienza di Roma. È membro della Società italiana per l’obesità e socio fondatore della Nutrition Research Academy.

Perché la stagionalità degli alimenti
è importante

Rispettare la stagionalità degli alimenti, consumando ciò che la natura offre nei diversi periodi dell’anno, consente di seguire una dieta varia e quindi bilanciata. Il prodotto fresco conserva intatte le caratteristiche nutritive, il sapore e il profumo. In questo modo garantiamo al nostro organismo le giuste quantità di vitamine, minerali e fibra di cui ha bisogno. Tutte sostanze antiossidanti, alleate del benessere delle cellule e che aiutano a contrastare i radicali liberi.
Inoltre acquistando prodotti di stagione, che sono del tutto o quasi a chilometro zero, si contribuisce alla sostenibilità ambientale.

Quali verdure ci sono in questo
periodo dell’anno

L’autunno e l’inverno sono stagioni ricche di verdure che aiutano il nostro organismo a difendersi dal freddo e dalle patologie tipiche di questo periodo dell’anno. Sui banchi del mercato troviamo gli ortaggi a foglia, come spinaci e bietole, ma anche cavoli, verza, broccoli, finocchi e il cavolo nero. Le zucche e i carciofi. La composizione di questi ortaggi non è sempre uguale all’altra e questo consente di assumere un’ampia gamma di sostanze.
Gli ortaggi in generale sono ricchi di acqua, che consentono al nostro organismo una buona idratazione, e soprattutto di fibre che sono fondamentali per mantenere in salute l’intestino e quindi prevenire tutta una serie di patologie.

Perché la zucca fa bene

Il colore degli ortaggi, e della frutta, è dato dalla presenza di alcune sostanze in quantità più o meno elevate. La zucca è ricca di betacarotene, precursore della vitamina A, importante per il benessere della vista, per la prevenzione dei tumori e delle patologie cardiovascolari. La presenza degli antiossidanti partecipa alla prevenzione dell’invecchiamento cellulare. Inoltre il betacarotene contribuisce al mantenimento dei tessuti, alla funzione immunitaria e quindi protegge le cellule dai radicali liberi e dal danno ossidativo. Il betacarotene è assorbito prevalentemente con i grassi, quindi è importante consumare la zucca aggiungendo olio d’oliva, meglio se extra vergine.

Il carciofo

È inserito negli ortaggi di colore blu-viola. Contiene carotenoidi, ma anche altre sostanze come le antocianine che aiutano nella prevenzione delle patologie legate alla circolazione, all’arteriosclerosi causata da alti livelli di colesterolo e alla fragilità capillare. Inibiscono l’aggregazione piastrinica e contribuiscono alla funzionalità visiva.

Gli ortaggi di colore bianco
e quelli a foglia verde

Gli ortaggi bianchi contengono un particolare antiossidante che è la quercitina, importante nella prevenzione dei tumori e nella prevenzione delle malattie coronariche e cardiovascolari. La quercitina contribuisce anche alla fluidità del sangue.
Le verdure a foglia verde, come ad esempio le bietole e gli spinaci, sono ricchi in acido folico che è importante nella prevenzione di alcune forme di anemia ed è fondamentale in età fertile per prevenire malformazioni del feto. Durante la gravidanza e in età fertile il consumo delle verdure a foglia verde deve essere quotidiano.

Come prepararle

Il consiglio è di non tenere a mollo per troppo tempo le verdure, soprattutto quelle a foglia verde, nell’acqua di lavaggio e di non tagliarle prima. Quando si può è preferibile consumare gli ortaggi crudi, ma la cottura a vapore rappresenta una valida e salutare alternativa, ottima dal punto di vista nutrizionale. Contribuisce infatti al mantenimento delle sostanze dell’alimento e ne riduce le perdite.

Fonte: Academy of Nutrition and Dietetics

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