Sla: attenzione al pesce che contiene molto mercurio

Pubblicato il: 21 Febbraio 2018 alle ore 14:57 Aggiornato il: 21 Febbraio 2018
Sla e mercurio

Il metallo si trova soprattutto nel pesce spada, nello squalo, nel tonno obeso e nel pesce marlin. Servono però nuovi e più approfonditi studi per poter affermare con maggiore sicurezza che ci sia un nesso tra il mercurio e lo sviluppo della Sla 

Portare in tavola almeno due volte alla settimana il pesce è assolutamente salutare. Fa bene a tutti, dai bambini piccoli, agli anziani, passando per gli adolescenti e le donne in gravidanza.

I benefici del pesce 

Il pesce è infatti un’eccellente fonte di proteine di alta qualità, contiene sali minerali preziosi come selenio, zinco, iodio e ferro e vitamine A, B e D. Generalmente considerato un alimento magro, il pesce è ricco per lo più di grassi polinsaturi “buoni”, come gli omega 3, che fanno bene a cuore e cervello.

Da anni c’è attenzione sui pesci di grande taglia che hanno molto mercurio 

È già noto da anni che uno dei pochi limiti al consumo di pesce è dato dalla presenza di mercurio che è più facile ritrovare nei pesci di grande taglia, come ad esempio il pesce spada. Qui puoi trovare tutte le specie di pesci che puoi mangiare quanto vuoi, una volta a settimana o devi evitare.

Ora si pensa che possa favorire anche lo sviluppo della Sla 

Una nuova ricerca ha nuovamente puntato il dito contro la presenza di mercurio nel pesce di grandi dimensioni. L’alta presenza di questo metallo nel pesce può infatti aumentare il rischio di sviluppare la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, una delle più gravi malattie neurodegenerative.

Lo studio sarà presentato al Congresso dei Neurologi americani ad aprile 

Lo afferma uno studio condotto dal Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire, negli Stati Uniti, che verrà presentato all’American Academy of Neurology’s 69th Annual Meeting a Boston, nel mese di aprile.

Oltre 500 le persone analizzate

I ricercatori americani hanno sottoposto a un test 518 persone, 294 delle quali avevano la Sla. Il questionario prevedeva domande sulla quantità di pesce e frutti di mare che erano soliti consumare e di quale tipo.

I risultati

I risultati hanno evidenziato che chi per assunzione stimata di mercurio annuale si collocava ai livelli più alti aveva un rischio doppio di sviluppare la Sla rispetto a chi ne consumava livelli più bassi. Il 61% del campione dei volontari con la Sla si trovava nella categoria del tasso più alto di consumo di mercurio, rispetto al 44 per cento delle persone che non avevano la malattia.

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