Quattro motivi per mangiare la pasta

Mercoledì 25 ottobre si celebra il "World Pasta Day": dalla cottura al condimento, scopri perché mangiare un piatto di spaghetti o maccheroni non deve farti venire i sensi di colpa

Ideale è integrale

Una scelta corretta per la salute è quella di mangiare pasta integrale. Fatelo almeno quando siete a casa vostra. La pasta bianca potrete sempre gustarla al ristorante o a casa di amici. La versione integrale infatti rallenta l’assimilazione di zuccheri e grassi, dà un maggior senso di sazietà, contiene vitamine – soprattutto la vitamina E, l’antiossidante per eccellenza, con proprietà antinvecchiamento – e sali minerali. Inoltre contiene fino a 5 volte più fibre della pasta bianca e proteine in maggior quantità. Attenzione se soffrite di coliti e della sindrome dell’intestino irritabile, mentre prediligetela se soffrite di iperglicemia a digiuno o di diabete.

Più salutare al dente e
condita con fibre e proteine

Abbassare l’indice glicemico della pasta è utile soprattutto a chi soffre di diabete di tipo 2 o ha una glicemia “ballerina”. La prima cosa è di cuocerla sempre al dente, perché più la pasta cuoce più l’indice glicemico è alto perché tende a crescere di pari passo con il tempo di cottura. Volendo si può scegliere la pasta fredda che ha un indice glicemico ridotto. Utile condire la pasta con un sugo a base di verdure o mangiare subito dopo una bella insalata. Il segreto sono le fibre, sono loro in grado di ridurre l’indice glicemico. Oppure condisci la pasta con il ragù o con un sugo di pesce: anche un po’ di proteine aggiunte alla pasta tengono l’indice glicemico sotto controllo.

Più “dietetica”
di altri carboidrati

Che il primo piatto preferito dagli italiani possa far parte di un regime alimentare salutare lo dicono da sempre tutti i nutrizionisti. La pasta ha un indice glicemico medio-alto, ma non è tra i cibi da eliminare per questioni di induzione di iperglicemia rapida, soprattutto quella integrale. La pasta alza la glicemia nel sangue molto meno del pane bianco o di un gelato ricco di zuccheri semplici.

La pasta, quindi, fa ingrassare meno degli altri carboidrati raffinati. Lo ha confermato recentemente una meta analisi a guida italiana. Secondo i risultati, se la pasta viene inserita nel contesto di regimi alimentari a basso indice glicemico non influenza negativamente la linea e può addirittura ridurre il peso e l’indice di massa corporea rispetto a diete a più alto indice glicemico.

Un piatto di
buon umore

Sbalzi umorali? Malinconia? Meglio non farsi mancare la pasta. I carboidrati complessi aumentano infatti la velocità con cui il triptofano viene fabbricato nel cervello, favorendo la sintesi della serotonina. Il triptofano è un precursore della serotonina, un ormone che contribuisce al benessere e chi ha bassi livelli di serotonina è incline alla depressione. Consiglio d’emergenza: se il tuo umore è sotto i piedi, il rimedio è questo menù. Un piatto di pasta al sugo, un pesce al forno, contorno di verdura e frutta: un pasto completo ma leggero, in compagnia, ti consentirà di tornare più sereno.

 

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