Per proteggere il cervello dalle malattie mangia mediterraneo

Pubblicato il: 6 Marzo 2019 alle ore 08:47 Aggiornato il: 7 Marzo 2019

Dall'11 al 17 marzo si celebra la Settimana mondiale del cervello. Quest'anno l'attenzione è puntata sulla prevenzione, perché abbassare il rischio di demenza, ictus, Alzheimer o Parkinson è davvero possibile

L’attenzione della Settimana mondiale del cervello, che si celebra dall’11 al 17 marzo 2019, quest’anno è focalizzata sulla prevenzione. Secondo gli esperti e le evidenze di numerosi studi scientifici, proteggere il cervello dalle malattie neurologiche e cerebrovascolari è possibile. Per questo il motto della Società italiana di neurologia quest’anno è Proteggi il tuo cervello. Con quali armi? Alimentazione, sonno, attività fisica, attività cognitiva ed eliminazione dei fattori di rischio che la popolazione deve imparare a conoscere.


L’importanza del neurologo

Adottare uno stile di vita sano è il primo passo per prendersi cura del proprio cervello, ma la prevenzione passa anche e soprattutto dal consulto dello specialista di riferimento. Il neurologo, l’unico in grado di comprendere lo straordinario ingranaggio del sistema nervoso.

Un miliardo di pazienti

Obiettivo della Settimana mondiale, che ricorre in 80 Paesi, è aumentare la consapevolezza nella lotta a patologie come demenza senile, Alzheimer, Parkinson, ictus, epilessia, emicrania e tante altre, che solo in Italia colpiscono circa 5 milioni di persone. Nel mondo, invece, 1 miliardo.

Parola all’esperto

Per l’occasione, abbiamo incontrato a Milano Mario Zappia, Segretario della SIN, professore Ordinario di Neurologia presso l’Università di Catania e Direttore della Clinica Neurologica dell’A.O.U “Policlinico Vittorio Emanuele” di Catania. L’esperto ci ha spiegato l’importanza e le potenzialità della dieta mediterranea nella prevenzione delle malattie neurologiche.

Non esistono alimenti miracolosi,
ma stili di vita preventivi

Questo anche perché in tempi in cui sembrano esistere cibi miracolosi, l’esperto ci ricorda che non è il singolo alimento a fare la differenza, ma l’alimentazione intera composta da tutte le sue parti. O meglio, da tutti i suoi nutrienti: micro (folati, vitamine del complesso B, vitamina D ed E), macro (acidi grassi polinsaturi) e antiossidanti (polifenoli).

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