Masticare o non masticare? Il dilemma del chewing gum

Pubblicato il: 4 Marzo 2019 alle ore 03:19 Aggiornato il: 4 Marzo 2019

Per molti anni la gomma è stata indicata tra le cause della carie, ma oggi la scienza sdogana quella allo xilitolo, che ha persino un effetto protettivo sui denti, però sempre ricordando che non sarà mai sostitutiva di spazzolino, dentifricio e filo interdentale

Il chewing gum

In Piemonte ed Emilia Romagna lo chiamano cicles, in Lombardia cicca, in Sicilia ciunga, masticone ad Arezzo, ciungaia a Genova. Posto che vai, nome che trovi: è il chewing gum.  In italiano, letteralmente, gomma da masticare o gomma americana, in omaggio ai soldati Usa che la introdussero nel nostro Paese al termine della Seconda guerra mondiale. Quella che il mitico Marlon Brando negli anni 50 del secolo scorso ruminava, contribuendo a lanciarne la moda a livello planetario, nel film vincitore di otto Oscar Fronte del porto e che, oltre a scandalizzare gli amanti del bon ton, continua ad avere numerosi detrattori, anche nel mondo della medicina, per quanto riguarda gli effetti sulla salute, soprattutto dentale.

Chewing gum e salute della bocca

La principale critica alla «gomma» nel corso degli anni è stata quella secondo cui il contenuto in zuccheri – che si aggiungono alla gomma base (20% circa) e agli additivi (coloranti e aromi) – causasse la carie. Ma non sempre è così. Gli studi di Laura Strohmenger, direttore dell’unità operativa complessa di odontoiatria e prevenzione orale all’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano, l’hanno dimostrato. Alcuni chewing gum, in realtà, hanno persino un certo effetto protettivo sui nostri denti. «Esiste, infatti», spiega l’odontoiatra, «uno zucchero, nello specifico un poliolio, che viene addizionato in chewing gum e caramelle per inibire i batteri cariogeni. È lo xilitolo, definito anche lo “zucchero del legno” perché estratto dalla corteccia di alcuni alberi». In pratica, a differenza di quanto avviene con altri tipi di carboidrati alimentari, la metabolizzazione di questo dolcificante naturale da parte degli streptococchi orali e dei lattobacilli (i batteri cariogeni, appunto) produce una minore quantità degli acidi responsabili della dissoluzione dei tessuti minerali del dente. Cioè della carie.

Aumenta la saliva
che lava i denti

Ma la masticazione del chewing gum comporta anche un meccanismo preventivo indiretto. «L’aumento della produzione della saliva», prosegue l’esperta, «che concorre a “lavare” i denti, contrastando, sebbene in modo parziale, il depositarsi della placca batterica sui denti». Effetto che uno studio dell’Università di Groningen, nei Paesi Bassi, pubblicato nel 2015 su Plos One, attribuisce a tutte le gomme non zuccherate. Masticarle per dieci minuti può intrappolare fino a 100 milioni di batteri che minacciano la salute dei denti.

Una proprietà antimicrobica che, però, sarebbe maggiormente efficace nei primi 30 secondi di masticazione, mentre all’opposto, passati i dieci minuti, il rischio è che i batteri passati sul chewing gum ritornino nel cavo orale. Non solo. La stessa funzione di lavaggio serve anche a contrastare l’alitosi, asportando gli eventuali frammenti di cibo dagli spazi interdentali (e una gomma balsamica «maschererà» l’odore).

Ma attenzione. Questi tipi di chewing gum non sono assolutamente sostitutivi degli insostituibili spazzolino, dentifricio e filo interdentale.

Un aiuto alla digestione
e contro gli attacchi di fame

Parziale protezione dalla carie e dall’alitosi a parte, le gomme da masticare presentano, comunque, altri vantaggi sia per il corpo sia per la mente. La citata crescita della salivazione è, infatti, anche un aiuto alla digestione, in quanto, sottolinea l’odontoiatra, «la saliva contiene alcuni enzimi utili alla prima digestione del cibo in bocca». La scienza, invece, respinge praticamente in toto l’idea che i chewing gum facciano dimagrire. In un’ora, a fronte delle 300 calorie consumate con la camminata, il movimento dei muscoli della mandibola ne brucia appena 10.

In realtà le gomme possono, però, servire a combattere gli attacchi di fame, dando un senso di sazietà. «Studi condotti negli Usa, come uno della Louisiana State University del 2010», interviene Stefania Ruggeri, ricercatrice e nutrizionista del Centro di ricerca alimenti e nutrizione del Crea, «hanno dimostrato che in persone sovrappeso od obese il ricorso al chewing gum nel pomeriggio, magari in inverno e al lavoro, faceva sì che mangiassero meno snack delle macchinette distributrici, eliminando dall’alimentazione giornaliera tra le 50 e le 100 calorie inutili».

Uno stimolo al cervello

Un’altra ricerca nipponica, questa volta a opera dell’Istituto nazionale di scienze radiologiche (Nirs), pubblicata su Brain and Cognition nel 2013, dimostra come masticare gomme aumenti di circa il 10% la reattività del cervello. Una risposta leggermente più veloce agli stimoli esterni che gli studiosi orientali ipotizzano dovuta alla maggiore irrorazione sanguigna al cervello o alla sensazione di rilassatezza prodotte dalla masticazione.

Contro ansia, tensione
e aggressività

A livello psicologico «la masticazione può assolvere a una funzione di sfogo: aiuta infatti a scaricare la tensione, gestire l’ansia ed esprimere l’aggressività», dice la psicologa Cristina Rota. «L’azione del mordere richiama simbolicamente l’aggressività latente nelle relazioni. Nel quotidiano può capitare di provare sentimenti di rabbia, frustrazione o risentimento, ma non per questo possiamo permetterci di andare in giro a mordere qualcuno. Masticare la gomma può aiutarci a incanalare l’aggressività. Se, per esempio, durante una riunione di lavoro ci si arrabbia, si può scaricare questa emozione masticando una gomma, un atto magari non proprio da galateo ma ormai socialmente accettato». Una ricerca del 2010 della Northumbria University ha anche calcolato al 17% la riduzione dell’ansia che si ottiene ruminando. La gomma, infatti, tiene a bada il cortisolo, l’ormone prodotto dalle ghiandole surrenali in situazioni di stress.

Attenzione a non eccedere

Insomma, mettere in bocca ogni tanto una cicca, soprattutto se allo xilitolo, non fa male, anzi, dà pure benefici, tanto che, ricorda Stefania Ruggeri, «l’Academy of Nutrition and Dietetics, la maggiore organizzazione dei professionisti dell’alimentazione e della nutrizione al mondo, le ha inserite nella categoria del free food e non del junk food, il cibo spazzatura. Chi punta l’indice contro l’aspartame, un edulcorante e dolcificante accusato di tossicità, non tiene conto che la quantità presente nelle gomme è veramente minima. Se ne mangio una o due al giorno, è molto improbabile che il fluoro o i coloranti contenuti possano avere effetti di tossicità sull’organismo». Appunto: l’importante è non eccedere. Uno dei grandi nemici del chewing gum, il gastroenterologo francese Olivier Spatzierer, ha avvertito in un’intervista di qualche tempo fa: «Masticare più di dieci gomme al giorno fa male, questo è sicuro».

La masticazione della gomma è, in effetti, indicata tra le cause responsabili del gonfiore addominale, che può accompagnarsi alla sensazione di aria nella pancia (meteorismo). Qui puoi trovare tutti i cibi da evitare.

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