“Fame chimica” e cannabis: cosa dice la scienza?

Fame chimica

Molti fra coloro che hanno fatto uso di marijuana e hashish hanno sperimentato una improvvisa fame a cui è impossibile resistere. Ma cosa c'è di vero?

Fumare cannabis porta a mangiare cibo spazzatura o comunque carico di zuccheri o grassi. Ci sono alcune teorie neuroscientifiche a sostegno di questa tesi, ma al momento non ci sono prove ancora solide. Sono molti gli studi sull’uso di questa sostanza.

È particolarmente rischioso fumarla in adolescenza 

In senso generale la cosa peggiore da fare è iniziare a fumare da adolescenti, quando il cervello non è ancora completamente formato. Si alza infatti il rischio di sviluppare la schizofrenia, nelle persone predisposte. Non solo: se si inizia da giovanissimi aumentano anche le possibilità di depressione in età adulta. Questo anche se un’imponente ricerca americana abbia dimostrato come l’alcol sia più pericoloso della marijuana per la salute del cervello.

Sono diversi gli studi su questa sostanza, a volte anche contraddittori. È difficile orientarsi. Ma cosa dice la scienza ufficiale?

Ora un nuovo studio indaga sul rapporto tra l’uso di marijuana e i suoi derivati e la cosiddetta fame chimica, o il munchie effect, a volerlo dire in inglese. In realtà uno studio ha dimostrato qualche tempo fa che nelle zone in cui la marijuana è legale, gli abitanti sono in media più magri.

Si è studiato il rapporto tra legalizzazione e aumento di vendita del junk food 

Se ne sono occupati due professori di economia: Michele Baggio dell’Università del Connecticut e Alberto Chong, della George State University di Atlanta. I ricercatori hanno analizzato gli effetti delle leggi sulla marijuana ricreazionale e il consumo di cibo. I dati arrivano da oltre 2.000 contee negli Stati Uniti dove si vende marijuana legalmente.

I risultati della ricerca 

Come era atteso, si è visto davvero un incremento nelle vendite dei cibi ad alto contenuto calorico, proprio in concomitanza con l’entrata in vigore delle leggi che permettono la vendita della cannabis. Nel dettaglio subito dopo l’entrata in vigore, si è registrato

  • un +3,1% nella vendita dei gelati,
  • un +4,1% in quella di biscotti,
  • un +5,3% in quella di patatine fritte.

Lo studio essendo osservazionale non ha spiegato perché ci sia questo legame tra l’uso della marijuana e dei suoi derivati e l’aumento del desiderio di cibi spazzatura.

FONTE:

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Pubblicato il: 4 Marzo 2019 Aggiornato il: 4 Marzo 2019
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