Contro l’obesità arrivano i distributori automatici “ritardanti”

Contro l'obesità arrivano i distributori automatici “ritardanti”

Rilasciano gli snack più calorici con 25 secondi di ritardo per disincentivarne il consumo

La fame ha sempre fretta. Che l’oggetto del desiderio sia una barretta di cioccolata o un sacchetto di patatine, poco importa: quando infiliamo la monetina nel distributore automatico, pretendiamo di avere tutto e maledettamente subito. E se invece il sistema ci lasciasse in attesa per 30 secondi, offrendoci come alternativa più veloce una bella mela?
Che ci crediate o no, molti utenti affamati accetterebbero lo scambio, guadagnando tempo e salute. Lo dimostra un esperimento condotto dal Rush University Medical Center di Chicago e presentato al annuale della Società di medicina comportamentale a San Diego.

Un freno al desiderio

«Il cibo spazzatura è spesso più conveniente ed è immediatamente disponibile», spiega il coordinatore dello studio, lo psicologo Brad Appelhans. «Dover attendere per avere qualcosa, però, lo rende meno desiderabile. Ricerche precedenti dimostrano che le persone cercano una gratificazione immediata e questa preferenza influenza le scelte e i comportamenti nella vita di tutti i giorni. Con questo studio volevamo proprio verificare se potevamo sfruttare questa preferenza per un’immediata gratificazione per migliorare le scelte dei consumatori alle prese con i distributori automatici di snack».

Distributori “ritardanti”

Così i ricercatori hanno ideato un distributore “intelligente” che riconosce i cibi più calorici e ne ritarda il rilascio lasciando l’utente in attesa per 25 secondi: nel frattempo sul display compare il conto alla rovescia e la possibilità di selezionare un alimento alternativo più salutare che può essere agguantato subito senza aspettare. Il sistema è stato sperimentato con distributori posti in tre diverse località tra giugno 2015 e agosto 2016: le loro vendite sono state poi confrontate con quelle dei distributori automatici tradizionali e con quelli di altri distributori “intelligenti” che applicavano sconti sui cibi salutari o aumentavano il prezzo degli snack più calorici.

Crescono le vendite di cibi sani

I risultati dimostrano che i distributori “ritardanti” fanno crescere le vendite dei cibi sani del 2-5%. «In questo modo – sottolinea Appelhans – si ottengono effetti simili a quelli che si hanno con gli sconti sul prezzo, ma senza intaccare gli incassi delle macchinette», un aspetto molto importante per gli esercenti che puntano soprattutto al guadagno.
Elisa Buson

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Pubblicato il: 4 aprile 2018 Aggiornato il: 4 aprile 2018
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